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15 dicembre 2012

2000 miliardi, la grande rapina dei padri

La notizia era attesa, ma è comunque impressionante: il debito pubblico sfonda quota duemila miliardi di euro. Abbiamo plasticamente davanti ai nostri occhi una cifra: è il bottino della rapina dei padri ai danni dei propri figli. Le generazioni che per decenni si sono regalate pensioni di anzianità a chi aveva quindici anni, sei mesi e un giorno di contributi, assunzioni pubbliche da contare a milionate. Bassissimi livelli di produttività, assegni di quiescenza che per il cinquanta per cento dei casi sono superiori al salario medio del lavoratore attivo, incentivi a pioggia a ogni genere d’impresa non innovativa con imprenditori che socializzavano le perdite e privatizzavano i profitti, hanno ora toccato l’acme della rapina.
Sono padri che hanno mangiato tutta la torta lasciando ai figli queste briciole: un mondo del lavoro con la disoccupazione giovanile al 35%, prospettive previdenziali nulle e fondate su un sistema contributivo che accompagnato a decenni di precariato produrrà il disastro sociale delle povertà assoluta di milioni di prossimi anziani a partire dal 2035, politiche salariali da affamatori con un laureato che a cinque anni dall’assunzione fatica mediamente ad arrivare ai mille euro mensili, condizioni abitative che impediscono di fatto l’accesso alla proprietà, per non parlare dell’accesso al credito d’impresa.
Questo macigno scaricato sulle giovani generazioni rischia di togliere ogni speranza di riscatto agli italiani nati dopo il 1970, specie ora che apprendisti stregoni come Silvio Berlusconi raccontano al paese l’ennesima favola: quella dello spread che non conta nulla.
Su un debito da duemila miliardi di euro ogni punto di spread affonda ulteriormente l’Italia nelle sabbie mobili, perché sono interessi sul debito più gravosi da dover pagare. Bersani ha fatto bene a impostare la sua campagna elettorale sul non voler raccontare favole, ma ora dovrà assumere come propri molti dei contenuti che nella battaglia delle primarie chi come me ha sostenuto Matteo Renzi non ha sbandierato a caso. Dobbiamo essere responsabili e dire da subito che il Pd al governo non riaprirà il rubinetto della spesa pubblica, taglierà anzi una quarantina di miliardi di spesa pubblica improduttiva da noi evidenziati. Niente passi indietro sulla riforma delle pensioni e basta con il richiamo della foresta, con le ricette novecentesche di Cgil e Vendola.
Dobbiamo essere una sinistra riformista e innovativa, questa cifra non è ancora pienamente emersa, sarà bene che emerga in fretta. E non per operazione di marketing elettorale, ma di approfondimento identitario della nostra stessa ragion d’essere politica.

commenti (11)

da enzo inviato il 15/12/2012 alle 8:47
Caro Adinolfi,ciò che scrive è come uno spiraglio di luce chiara,lucente, in un buio di anni.Citando Vendola e CGIL,e non solo, che con -ricette novecentesche- rischiano di coprire la -luce chiara-. Mi chiedo se Renzi,che stimo,e Bersani,persona corretta,riusciranno a dare veramente una luce nuova all'Italia? O c'è più bisogno di un nuovo concetto direi,educativo,partendo per primo da chi ha intenzione di far politica poi da noi cittadini,nel tentativo,Nobile,di attuare,vivere,concepire il vero significato della POLIS.Questa-Polis-ha come fondamentale il bene comune,da tanti usato demagocicamente,poi l'onestà,la traparenza,l'attuazione di regole condivise e poi verificate nella loro attuazione,la vera condivisione che in certi momenti difficili del paese,non in eterno, ti permetterebbe di aiutare chi ha bisogno.Se non si parte con questi fondamentali,a mio modesto parere,non si crea una vera Nazione, le altre cose da fare in un paese,non sono meno importanti,ma il più delle volte sono frutto di un calcolo matematico e non; vedi l'attuazione dell'Euro frutto di un calcolo finanziario, ma, non si è creato un uomo europeo,elemento basilare,ma una moneta europea; si è partiti senza dare un'educazione all'UOMO eurpeo...Mi fermo e spero che lei mi abbia inteso,la ringrazio e cordialmente la saluto.enzo

da roberto inviato il 15/12/2012 alle 10:52
non capisco perché generalizzi sempre con padri figli. Analizza bene le cose e poi scrivi, perché se in linea di massa non dici cose sbagliate, a me, padre di tre figli, non mi sento di essere additato come rapinatore, ma caso mai come rapinato e non da mio padre o da mio nonno, ma da qualche padre o qualche nonno. Tu che sei figlio e padre, giustamente pensi a tuo figlio, ma tuo padre, come lo giudichi? e tuo nonno?

da Michele inviato il 15/12/2012 alle 11:4
Caro Roberto, è naturale che la generalizzazione è sempre imprecisa, ma in linea di massima un po' tutti hanno contribuito alla "rapina": chi è andato in pensione troppo giovane, chi ha truffato lo stato, chi ha contribuito alla corruzione, chi non ha dichiarato i propri redditi... insomma, ci sono in tutte le famiglie

da antonio inviato il 15/12/2012 alle 16:33
Caro Adinolfi,
non sono per niente d'accordo su quanto da te scritto.
Te lo dice un padre di due venticinquenni che ad oggi non hanno fatto un giorno di lavoro, ma hanno tutte le fisime di questo mondo.
Io a 25 anni ero gia stufo di lavoro schiavizzante, sacrifici, ingiustizie di ogni genere e via elencando.
Intanto non so, se tu dopo aver pubblicato l'articolo, leggi le considerazioni dei lettori, se ciò dovesse accadere, contattami, ti racconterò la vita vissuta di un attuale sessantatreenne che sulle proprie lacrime e sangue, ha contibuito a dare un pò di benessere a questo disgraziato paese e poichè io non lo vedo, mi indicherai tu dove ho rubato il futuro ai miei figli.
Saluti Antonio

da magnagrecia inviato il 15/12/2012 alle 17:52
Articolo come al solito ambivalente e con qualche errore tecnico o di prospettiva. 1) In linea generale, è vero che il debito pubblico è servito ad assicurare e mantenere ai "padri" un benessere ed un tenore di vita superiori a quello permesso dal reddito disponibile; 2) è anche vero che questo ora si scarica sulle attuali generazioni (non solo figli, ma anche padri e nonni); 3) è anche vero, però, che il reddito disponibile privato, accresciuto – diciamo così - dal debito pubblico, si è trasformato in parte in patrimonio (reddito non speso e accumulato), pari ora complessivamente, secondo la Banca d'Italia a 8.600 mld netti, cioè oltre 4 volte il debito pubblico (forse addirittura maggiore di oltre 1.500 mld, stante la valutazione del patrimonio immobiliare da parte dell'Agenzia del Territorio in 6.335 mld contro 4.800 di Bankitalia, cfr. [*], nota 4), che ora è sia dei padri sia dei nonni sia dei figli; 4) non è corretto dire che "Su un debito da duemila miliardi di euro ogni punto di spread affonda ulteriormente l’Italia nelle sabbie mobili, perché sono interessi sul debito più gravosi da dover pagare", poiché lo spread riguarda i titoli del 2° mercato, non le nuove emissioni, che infatti, come talvolta precisato dagli organi politici e tecnici del MEF, sono mediamente venduti a tassi sensibilmente più bassi; 5) infine, è sbagliato ed un po' maldestro perché oggettivamente contraddittorio con la difesa dei giovani precari criticare in toto Vendola, fautore, come o ancor più del PD, dell'introduzione del Reddito minimo garantito (Rmg); di una legislazione a favore dei lavoratori precari; della copertura integrativa pubblica di una maggiorazione del c.d. "tasso di sostituzione pensionistico" per i lavoratori precari (che sono soprattutto giovani, ma ormai anche non giovani). A queste misure, io aggiungo con forza un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità, per dare una casa ad affitto sociale, che può fare la differenza tra la sostenibilità economica e la povertà.

[*] “Promemoria delle misure anti-crisi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
[4] Analisi quali-quantitative/5/Distribuzione della ricchezza
Secondo la Banca d’Italia, nel 2008 e nel 2009, il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale e “Alla fine del 2009 la ricchezza netta delle famiglie italiane cioè la somma di attività reali (abitazioni, terreni, ecc.) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.), al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali, ecc.), è stimabile in circa 8.600 miliardi di euro (Tavv. 1A e 3A)” (pag. 7); e “le attività reali (5.883 miliardi di euro; Tav. 1A) rappresentavano il 62,3 per cento della ricchezza lorda, le attività finanziarie (3.565 miliardi di euro) il 37,7 per cento e le passività finanziarie (860 miliardi di euro) circa il 9,1 per cento”. (pag. 10).
Per completezza, rilevo (v. [2], nota 1) che la Banca d’Italia valuta il patrimonio immobiliare (facente parte delle “Attività reali”) in 4.800 mld, l’Agenzia del Territorio in 6.335 mld (una differenza di ben 1.535 mld, il motivo è spiegato nella predetta nota 1).
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

da Massimo Marchi inviato il 16/12/2012 alle 0:3
Dalle macerie della seconda guerra mondiale l'Italia uscì con il coraggio di ragazzi 18 enni che prima fecero la resistenza e poi ricostruirono il nostro paese e la nostra democrazia. Dovrebbero meditare su queste considerazioni anche i tantissimi pensionati (la maggioranza assoluta) che hanno partecipato al voto delle primarie. Perchè così pochi giovani? Perchè così pochi operai e lavoratori? Sono anni che il PD è diventato il partito dei vecchi, ma il futuro con tutto il rispetto non stà nei vecchi. Cominciamo a chiederci perchè non abbiamo il coraggio di rischiare e soprattutto non abbiamo il coraggio di passare il testimone ai nostri figli. Gran bella cosa le primarie, le abbiamo volute e fortemente continuiamo a volerle, ma non montiamoci la testa. Il nostro PD non sarà mai completamente realizzato fino a quando non riuscirà ad aprirsi anche a chi magari non la pensava come noi e a ridare nuove speranze a tutti i giovani. In loro stà il futuro e nelle loro mani dovremmo avere senza paura il coraggio di metterci.

Massimo Marchi. (ricordi il rottamatore di Forlì)

da leprechaun inviato il 16/12/2012 alle 1:54
Chi scrive di queste scemenze - luoghi comuni ascoltati e ripetuti, senza una briciola di pensiero - si assume la responsabilità di propalare quella confusione che regna nella testa del "popolo del centrosinistra" che lo rende incapace di giudizio.
Anzitutto questo record, spingere il paese in depressione e aumentare il debito nello stesso momento, è una responsabilità precisa di *questo vostro* governo, che avete votato e sostenuto fino all'ultimo.
Secondariamente il debito pubblico così alto lo si deve ai mitici Andreatta (come lui stesso scrive), Ciampi e Monti, con il "divorzio" tra Banca d'Italia e Tesoro in ossequio al monetarismo della BuBa, il prezzo per essere bene accetti in questa Europa di estrema destra, liberale all'austriaca in salsa ordoliberale nazista.
Perché sono gli interessi che hanno fatto il debito:
http://leprechaun.altervista.org/debito_pubblico_italiano.shtml
E una buona volta, invece di dare fiato alle trombe, leggete, studiate, informatevi, rendete utile a voi stessi e ad altri il vostro eccessivo tempo libero:
http://leprechaun.altervista.org/parole_debito.php
E leggetevi Krugman, Stiglitz, Fitoussi e qualunque altro economista degno di questo nome. Fin Modigliani. La più rapida impennata del debito pubblico nell'Italia del dopoguerra l'abbiamo sotto i governi Amato I e Ciampi. I rigoristi, come al solito, ottengono il contrario di quanto predicano.
Questo è solo uno squallido tentativo di distogliere l'attenzione, come al solito, dai madornali errori di governo e di opposizione che non avete mai smesso di commettere, obbligando in questo modo milioni di riottosi italiani a votare per Berlusconi, che è un vostro sottoprodotto. Ma non involontario, bensì volontario. Perché un avversario così vi ha fatto un gran comodo.

da magnagrecia inviato il 17/12/2012 alle 0:17
PICCOLO DOSSIER “DEBITO PUBBLICO”

Riporto la serie storica del debito di tutte le Amministrazioni pubbliche elaborata dalla Banca d’Italia (c’è un’incidenza dell’alta inflazione che caratterizzò quegli anni che gonfia gli importi, ma la progressione è impressionante: in 7 anni dal 1980 al 1987 è quadruplicato, in 12 anni dal 1980 al 1992 è ottuplicato; nei successivi 15 anni è aumentato di ulteriori 7 volte, per un totale di 14 volte; ho calcolato io i numeri indice):
……………………….N. indice
1980… 114.066,0…….100,0
1981… 142.427,1….…124,8
1982… 181.567,8.……159,2
1983… 232.385,5….…203,7
1984… 286.744,4….....251,4
1985… 347.592,6….…304,7
1986… 404.335,9…….354,5
1987… 463.083,4….…406,0
1988… 524.528,4…….459,8
1989… 591.618,7…….518,7
1990… 667.847,7…….585,5
1991… 755.010,9…….661,9
1992… 849.920,5…….745,1
1993… 959.713,5
1994. 1.069.415,1
1995. 1.151.488,8
1996. 1.213.508,3
1997. 1.238.169,6
1998. 1.254.386,0
1999. 1.282.061,5
2000. 1.300.340,7…...1,140,0
2001. 1.358.333,2
2002. 1.368.511,7
2003. 1.393.495,3
2004. 1.444.603,6
2005. 1.512.779,1
2006. 1.582.008,6
2007. 1.598.971,2……1.401,8
Il debito pubblico italiano dall’Unità ad oggi. Una ricostruzione della serie storica
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf"
2008.....1.666.603.....1.567.761.....106,30%
2009.....1.763.864.....1.519.702.....116,10%
2010.....1.843.015.....1.548.816.....119,00%
Nota: Di fronte alla speculazione che faceva cadere il cambio della lira, il Governatore Ciampi non poté far altro che alzare il tasso di interesse. Il Tesoro, spinto dalle scadenze medie molto corte dei titoli di Stato, non poté far altro, a sua volta, che aumentarne la remunerazione. Il debito passò dal 98 al 121.5% nei tre anni che vanno dal 1992 al 1994 [35] a causa di un disavanzo interamente dovuto alle spese per interessi.

"Con i governi guidati da Berlusconi il debito pubblico corre a velocità doppia"
Con gli esecutivi di centro destra l'esposizione è cresciuta del 13,5% contro una media del 5,1%. Dal 1982 lo stock è passato dal 63,1% al 121,8% del Prodotto interno lordo
di Giovanni Salzano e Lorenzo Totaro
11 ottobre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/11/news/con_i_governi_guidati_da_berlusconi_il_debito_pubblico_corre_a_velocit_doppia-23051032/

DAL PASSATO UN DEBITO PUBBLICO INSOSTENIBILE
di Monica Montella, e Franco Mostacci, Categoria Conti Pubblici, Data 06.09.2012
http://t.contactlab.it/c/1000009/3255/38854951/27794

Berlusconi Italian debt Contribution vs Riavals
http://www.bloomberg.com/chart/iAlThQSpLh1A/

Debito pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico

http://www.google.com/publicdata?ds=jnhjj7mtl7cmt_&met=gd_pc_gdp&idim=eu_country:IT&dl=it&hl=it&q=debito+pubblico

Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano#ixzz2FG8SgVUR
http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano

da magnagrecia inviato il 17/12/2012 alle 0:27
PS:
Chi ha fatto il debito pubblico? Oscar Giannino smonta la teoria della "Prima Repubblica", ma noi smontiamo un po' della credibilità di Giannino
# Governo Berlusconi I: 330 milioni al giorno di debito
# Governo Berlusconi IV: 207 milioni al giorno
# Governo Prodi: 96 milioni al giorno
# Governo D'Alema: 76 milioni al giorno
Quindi il serial killer dell'economia italiana ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi.
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2011/12/chi-ha-fatto-il-debito-pubblico-oscar-giannino-smonta-la-teoria-della-prima-repubblica-ma-noi-smonti.html

da magnagrecia inviato il 17/12/2012 alle 11:49
In questo 'post', tutti i link attivi:

AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html

da giomimmo inviato il 17/12/2012 alle 15:46
Mario Adinolfi, come sanno molti di coloro che si prendono il fastidio di leggere le cose che scrive, adora la chiacchiera e non parla mai di ciò che non conosce, in primis la politica. Sulla base di questa considerazione non gli farò cosa sgradita iniziandolo alla fantascienza, dicendogli di un vecchio film nel quale i "padri" giunti ad una certa età (comunque vecchi, nella concezione del Nostro), si mettevano in fila e andavano in un luogo dove con procedimento che non fu dato di conoscere in dettaglio, divenivano tante tavolette verdi che costituivano il nutrimento (unico) dei "giovani" (i figli?), riuniti in enormi mense comuni. Credo proprio che non avessero problemi di debito pubblico in quel beato Paese. Erano tutti molto contenti, infatti. Almeno fino a quando non capivano che qualche anno dopo sarebbe toccato a loro diventare nobili e gustose tavolette verdi. Invito Adinolfi ad approfondire e suggerire ai suoi amici renziani. Potrebbe essere considerata una buona idea e fargli acquisire qualche punto.



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