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2 dicembre 2012

E lo scrittore Flavio Soriga non riesce a votare (Bersani)

Al primo turno aveva votato a Sassari, respinto al ballottaggio a Roma
Flavio Soriga è uno scrittore giovane, di neanche quarant’anni, bravo, di sinistra. Vicino al Pd più o meno da quando il Pd esiste, poco sensibile al fascino di Matteo Renzi e dell’idea di rottamazione. Soriga è sardo, e al primo turno delle primarie ha votato a Sassari. Oggi, per il ballottaggio, è andato in un seggio di Roma, la città in cui vive da anni, per votare Pier Luigi Bersani. Ma non ha potuto farlo.
“Sono andato con un documento d’identità e la ricevuta del primo turno”, ha scritto a metà mattina sul suo seguito profilo Facebook, “però non mi ero registrato a Roma. E siccome al primo turno avevo votato a Sassari non mi hanno fatto votare”. Apriti cielo. Soriga nei giorni scorsi aveva avuto modo di esporre il proprio sostegno per il segretario, e oggi finisce per inciampare in quello che i renziani hanno dipinto come il grande tranello di queste primarie: le regole.
“Credo che il tizio del seggio”, racconta ad Europa, “avesse ragione. Io pensavo che bastassero documento d’identità e ricevuta del primo turno. E, ci tengo a dirlo, non era un sessantenne comunista cresciuto in sezione, ma un ragazzo più giovane di me, avrà avuto trent’anni. Il fatto è un altro”.
Ovvero? “Secondo me si è perso il buon senso. Non si può cacciare la gente dal seggio: è proprio brutto. Il Pd ha bisogno di smettere di essere percepito come un partito conservatore in cui le regole prevalgono sulla sostanza”.
Ma è davvero così netta, la distinzione tra regole e sostanza? “Mettiamola così. Le regole ci sono e vanno fatte rispettare. Ma evidentemente non si tratta di regole buone. Il risultato è che s’allontana la gente dal partito, il che è l’esatto contrario di quello che si dovrebbe fare. Il primo turno è andato benissimo, ed è stata una cosa enorme, straordinaria: di solito le elezioni le organizza uno Stato. E di questo va dato merito al partito, e quindi anche a Bersani. Ma è come se stavolta si fosse avuta paura della partecipazione. Si è esagerato”.
Su questo, allora, Soriga è d’accordo con Matteo Renzi. “Non mi interessa essere d’accordo con lui o meno. Io la penso così, punto”.
Eppure, per colpa di queste regole, il suo voto oggi l’ha perso Bersani. “Sì. Avrei votato Bersani perché rappresenta meglio le mie idee. Prendiamo le tasse universitarie: l’altro giorno ho sentito Ivan Scalfarotto dire che in Italia sono troppo basse, che loro si rifanno alla posizione del New Labour. Io la vedo diversamente. Per me serve uno Stato sociale forte ed efficiente. Certo, mi farebbe un enorme piacere vedere un trentasettenne alla guida del Paese. Ma devo riconoscermi nelle sue idee. Altrimenti potrebbe andare bene anche la Meloni”.


commenti (3)

da thomas more inviato il 2/12/2012 alle 14:29
Che dire, ben gli sta e dovrebbe sapere con chi prendersela.

da magnagrecia inviato il 2/12/2012 alle 15:2
A me è successo lo stesso. In più, ho chiesto via email l'autorizzazione ai 2 comitati provinciali interessati, ma non ho ricevuto risposta. Mi dispiace non poter votare anche al 2° turno per Bersani, ma tant'è, queste sono le regole, come ho potuto verificare dalla lettura del regolamento. D'altronde, queste primarie sono state un regalo da parte del generoso Segretario gentiluomo Bersani al tosto e coraggioso Renzi.

da magnagrecia inviato il 2/12/2012 alle 21:55
Non ho potuto votare al 2° turno delle primarie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2763995.html



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