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12 ottobre 2012

La nuova riforma beffa il centrosinistra

Con la legge allo studio al senato, nessuno raggiungerebbe la maggioranza dei seggi. Per vincere bisogna superare il 40 per cento
immagine documento Nessuna delle attuali coalizioni riuscirà ad avere una maggioranza. Sembra essere questo l'effetto più evidente della riforma elettorale in discussione alla commissione affari costituzionali del senato. Se dovesse essere approvato il testo formulato da Lucio Malan (Pdl) e condiviso almeno nel suo impianto proporzionale dalle altre forze politiche (Democratici compresi), per il centrosinistra fondato sull'asse PdSel non rimarrebbero alternative all'alleanza con l'Idv o con i centristi. Insomma, o Di Pietro rientra nell'accordo, o Vendola e Casini (ma anche Fini) dovranno abituarsi a convivere. Magari sotto l'ombrello di un nuovo governo Monti, se la nascente lista per l'Italia imponesse ai dem di riaprire i giochi per palazzo Chigi, con buona pace del vincitore delle primarie. Per scongiurare queste ipotesi, l'alleanza tra Pd e Sel dovrebbe crescere fino a sfiorare il 40 per cento dei voti. E anche in quel caso, i numeri rimarrebbero molto risicati.
Europa ha provato ad applicare la nuova norma alle percentuali di voto attribuite ai singoli partiti dall'ultimo sondaggio Ipsos, illustrato nel corso della puntata di Ballarò di martedì scorso. In linea con la coalizione che si sta configurando attorno alla Carta d'intenti e alla celebrazione delle primarie, al dato assegnato dall'istituto presieduto da Nando Pagnoncelli al Pd (28,5 per cento) sono stati sommati quelli di Psi (1,0) e Api (0,3), immaginando una lista unitaria che giungerebbe così al 29,8 per cento. Allo stesso modo, sono stati sommati artificiosamente i risultati di Udc, Fli e Mpa.


In prima battuta, sono stati assegnati in maniera proporzionale i 542 seggi, ottenuti sottraendo ai 630 totali previsti per la camera dei deputati i 76 riservati al premio di maggioranza (pari al 12,5 per cento) e i 12 attribuiti dagli italiani all'estero. Questi ultimi sono stati poi suddivisi a metà tra le due liste maggiori (Pd e Pdl): una forzatura dovuta alla difficoltà di prevedere i risultati in quelle circoscrizioni. Alla spartizione dei seggi non partecipano le liste che non supererebbero la soglia di sbarramento del 5 per cento, ad eccezione della Lega nord, che rientrerebbe nel conteggio sia nel caso di un'alleanza con il Pdl (che abbasserebbe la soglia al 4 per cento, come previsto per le liste coalizzate), sia per l'eventuale superamento del 7 per cento dei voti validi in circoscrizioni comprendenti complessivamente un quinto della popolazione. Infine, è stato assegnato alle liste che appartengono alla coalizione che si ipotizza vincente (Pd e Sel) il premio di maggioranza.
L'alleanza tra i dem e Vendola non va comunque oltre 293 seggi a Montecitorio. Al senato, visto che la proposta di Malan uniforma sostanzialmente il sistema di voto per le due camere, il risultato sarebbe in proporzione molto simile. Al centrosinistra mancherebbero insomma più di venti deputati per avere la maggioranza minima di 316 seggi. Un gap colmabile – come detto – solo grazie a una convergenza con l'Idv (36 seggi) o con una lista centrista che, nella conformazione attuale, conquisterebbe 55 deputati. Una coalizione che va da Vendola a Fini garantirebbe una maggioranza piuttosto stabile nei numeri (348) ma la praticabilità politica sarebbe, ovviamente, tutta da verificare.
Finora, la gran parte del Pd contesta alla proposta di Malan soprattutto la scelta dei due terzi dei parlamentari attraverso le preferenze, anziché con i collegi uninominali, come previsto nel testo elaborato da Enzo Bianco. Il rimanente terzo sarebbe invece selezionato con i listini bloccati. In un caso o nell'altro, rimarrebbe comunque un evidente rischio di ingovernabilità per la coalizione che dovesse uscire vincitrice dalle elezioni del 2013.

commenti (8)

da Felice Sarzano inviato il 12/10/2012 alle 10:47
Nascerà una legge yogurt, che scadrà nel momento in cui saranno chiuse le urne. E questo è inaccettabile.

da Maurizio inviato il 12/10/2012 alle 16:29
Come non esiste in Europa una legge come il porcellum, cosi´ non esiste una legge come questa, tranne che in Grecia e come e´ finita in Grecia lo sappiamo.

da paola inviato il 12/10/2012 alle 16:39
Che si potesse partorire una legge elettorale peggiore del porcellum va al di là di ogni umana comprensione.Ma se li sanno fare i conti in Parlamento e il pd che fa? Sono davvero scoraggiata,cerco di capire, mi batto per ciò in cui credo, do fiducia a persone e idee e poi c'è sempre qualcosa che sfugge alla mia comprensione. Prevedo un altissimo numero di ostanzione o peggio ancora di voti al movimento 5 stelle. Lo vedo quotidianamente intorno a me specie fra i giovani. Anche in Sicilia e non solo per la "sparata nuoto" di Grillo ce ne saranno molti e anche lì ci sarà ingovernabilità e noi siciliani non ce lo possiamo permettere proprio visto che siamo con le pezze (scusate ma rende moeglio l'idea) al culo!

da Giorgio inviato il 12/10/2012 alle 16:45
Ma quel sondaggio, dove ve lo siete sognato? Ma neppure D'Alema si aspetta il PD al 30% ... Patetici e ridicoli...

da magnagrecia inviato il 12/10/2012 alle 17:48
@ Giorgio
Non il 30% ma il 28,5 (il 29,8 include i socialisti di Nencini e l'API). Anche dall'approssimazione furbesca e larussiana (da La Russa) sui numeri, arguisco che sei di destra. Vergognati, alla tua età non hai ancora elaborato la sconfitta nel conflitto edipico col tuo padre castrante. Curati.

da Nuccio inviato il 12/10/2012 alle 20:55
Non capisco perchè si è rinunciato all'alleanza con i radicali, così, con buona pace di Giorgio si supererebbe anche il 30%. Ma questo è un altro tema.

Visto che questa legge non consente a nessuno di vincere, non si capisce perchè adottarla. Contiene due cose che per me sono indigeste: premio di maggioranza alla coalizione (una delle cause del fallimento della II Repubblica) e le preferenze (una della cause degli scandali).
Non capisco, ma me ne sono fatto una ragione, perchè la destra ed il centro non vogliano il doppio turno, nel senso che persa per persa la partita, avrebbero comunque in futuro un sistema più stabile.
E non capisco, perchè il PD, visto che con questi numeri non può avere maggioranza o se ce l'avesse sarebbe risicata, perchè allora non ha scelto un sistema proporzionale come quello spagnolo che non assicura la vittoria, ma che nel giro di due legislature semplificherebbe notevolmente.

da Movimento Anonimo Italiano inviato il 12/10/2012 alle 23:13
A differenza di molti italiani, mi piace molto la "porcellum". E' stata male utilizzata da qualcuno che pagava le donne con i vitalizi ma la ritengo una buona legge. Il parlamentare che viene eletto con le preferenze ( vedasi mafia e 'ndrangheta) usano i loro numero di elettori per avere posti specifici o ricatti ai loro segretari di partito. O, se va bene, fanno come Scilipodi che, poverino, teneva famiglia e ha venduto le sue preferenze per un milione di euro dato dal Berlusca.

da Angelica Lubrano inviato il 13/10/2012 alle 1:21
A questo punto piuttosto che cadere dalla padella alla brace, farei saltare i giochini....



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