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12 ottobre 2012

Realpolitik sì, ma anche un po’ di verità

Tolti il professor Parisi e Roberto Giachetti, pochi nel Pd se la sentono di criticare la legge elettorale verso la quale ci stiamo avviando.
I democratici promettono di condurre alla camera una battaglia per sostituire i collegi alle preferenze. Sarà un tentativo importante. Si userà l'argomento dei facili inquinamenti nel sistema delle preferenze: giusto, senza esagerare però perché i voti della mafia possono tornare utili anche per vincere in un collegio. Come riconsegnare ai cittadini la selezione dei parlamentari rimarrà comunque un aspetto di contorno rispetto all'essenziale: un proporzionale corretto in senso maggioritario grazie a un premio ridotto e a una soglia di sbarramento aggirabile.
La rassegnazione che si avverte nell'aria rispetto a questa riforma è pura realpolitik: dovendo cambiare la legge nell'attuale parlamento, o così o così Porcellum.
Ci si può arrendere alla realpolitik, a patto di dirci alcune verità.
La prima è che uno dei paletti fissati da Bersani non sarà rispettato. Con questo sistema, la sera delle elezioni sapremo chi avrà vinto. Quasi sicuramente non sapremo chi andrà a palazzo Chigi. Allo stato, due soli leader possono proporre remote ipotesi di successo pieno: Bersani, a patto di far risalire a bordo Di Pietro e quindi di affidare la soluzione della crisi italiana a una coalizione di governo da brividi. Renzi, nell'ipotesi fantapolitica di un Pd che grazie a lui sfonda al centro e lì recupera tanti voti da compensare la prevedibile emorragia verso una sinistra da tenere comunque strettamente coalizzata.
Più realisticamente, questo è il sistema elettorale che certifica la transizione, la riaffida nel migliore dei casi a un governo Monti dotato stavolta di una maggioranza politica, e preannuncia un'ulteriore riforma elettorale a breve. Un quadro che non corrisponde alla promessa riaffermazione del dominio della politica e del ripristino di una democrazia di stampo europeo (se per Europa non intendiamo la sola Grecia).
Non dobbiamo dolercene ora con Bersani. Avremmo dovuto farlo tanto tempo fa. Quando in effetti qualcuno avvertì che il Pd si stava sì stabilizzando, consegnandosi però a un tipo di gioco politico nel quale la sua forza sarebbe sempre stata sotto condizione e sotto ricatto. Se poi oltre tutto dovesse finire a proporzionale con le preferenze, nessuno più da sinistra (fuori o dentro il Pd) si azzardi più a fare lo schizzinoso su Casini: un regalo di queste dimensioni non gliel'hanno certo fatto i nostalgici della vocazione maggioritaria.

commenti (11)

da magnagrecia inviato il 12/10/2012 alle 0:49
Non ne capisco molto, ma a questo punto non è meglio il "porcellum", corretto da primarie di collegio per la scelta dei candidati PD? Col premio di maggioranza ci liberiamo sia di Monti che di Casini. Poi, né Vendola (che fece apposta una scissione per allontanarsi dall'intelligentone Ferrero ed è governatore in carica al 2° mandato, quindi amministratore esperto e pragmatico), né Di Pietro (già efficiente ministro, altrettanto pragmatico) costituirebbero assieme al PD una "coalizione di governo da brividi", anzi sarebbero garanzia di una politica efficiente, vincolata comunque agli impegni assunti dall'Italia in sede UE, ma rigorosamente socialdemocratica (in senso europeo), cioè equa verso i più deboli (che ormai sono parecchi milioni e cresceranno di numero).

da Felice Sarzano inviato il 12/10/2012 alle 8:18
Beati i sudditi di Sua Maestà britannica. Hanno da secoli una legge elettorale quasi rudimentale, ma da secoli efficace nei suoi risultati. Beati loro davvero.

da andrea inviato il 12/10/2012 alle 8:22
Oottimo e davvero convincente

da Maurizio inviato il 12/10/2012 alle 8:26
Come non concordare con @magnagrecia?
L`ho scritto un po` su qualche italico blog - chiacchiere al vento, ovviamente - che con QUESTO parlamento una riforma decente della legge elettorale non si sarebbe potuto ottenere.
Con una legge greca, il mio timore e` di fare la fine della Grecia.

da Stefano inviato il 12/10/2012 alle 10:27
non capisco di cosa ci si stupisca. Che sulla legge elettorale la spuntassero PDL, Lega e UDC era ovvio. E ora in aula verrà ulteriormente modificata in senso proporzionale. La porcata fu fatta anche nel 2005, quando il cdx, vistosi perdente alle future elezioni creò il porcellum che doveva rendere il Senato ingovernabile. Fu così, perché Prodi resistette un paio di anni con una maggioranza appesa a 2-3 senatori, e spesso ci volle l'aiuto di quelli a vita. Però a conti fatti, con il mirabolante (e ancora discusso) recupero del cdx alle urne, se Berlusconi e i suoi non avessero cambiato la legge elettorale avrebbero addirittura vinto le elezioni.
Stavolta la crisi del PDL è molto più profonda e irrecuperabile. Quindi è normale per il cdx cercare ancora una volta di fare una legge che possa tenerlo in gioco o, quantomeno, rendere difficile la governabilità di una maggioranza avversaria. E può farlo, semplicemente perché i numeri in Parlamento sono dalla sua parte, e il PD non è in grado di opporsi ma può solo protestare

da Pietro Bolenares inviato il 12/10/2012 alle 13:51
Uno schema di legge elettorale - quello venuto fuori dalla "competente" commissione parlamentare - che pare una ricetta in cui vengono messe assieme le cozze e la marmellata.

Ma se il "modello" è, complessivamente, pasticciato, il suo aspetto più ributtante è certamente la previsione della "riserva castalica" costituita dal terzo dei seggi attribuili (si fa per dire!) con liste bloccate ad uso di capi e capetti dei partiti.

Quanto alle preferenze - che io non demonizzo perché sono sempre più democratiche del collegio uninominale a turno unico che, peraltro, non è assiomaticamente impermeabile alla compra-vendita dei voti - preferirei che se potesse esprimere soltanto una per evitare il possibile "controllo incrociato" che inficerebbe la segretezza delle urne.

P.S. Trovo sempre più ragioni per ritenere il sistema elettorale "alla francese" (uninominale di collegio a doppio turno eventuale)il migliore possibile in termini di razionalità e ragionevolezza.

da montesquieu inviato il 12/10/2012 alle 15:20
Ha ragione il per me sconosciuto Magnagrecia. Si risponde così,spiegando perchè non si può votare questa legge elettorale ,e boicottandone l'approvazione. Con le primarie per ogni seggio si rintuzzano le accuse di volere il mantenimento della legge Casini -Berlusconi- Fini -Bossi (porcellum) ,per quanto riguarda la scelta dei deputati ,che per il centrosinistra torna in mano ai propri elettori.E si spiega perchè la nuova legge Casini-Fini-Berluscono -Maroni. Certo ,bisogna sapere comunicare ,e crederci.

da vito cassano inviato il 12/10/2012 alle 17:22
Nella situazione data bisogna prendere atto che l'impegno del PD, di riaffidare alla politica le sorti del paese, se dovesse essere battuto in Parlamento, alla luce del sole, indicherà definitivamente le responsabilità di coloro che hanno inteso usare Monti per una resa dei conti nel centrodestra, e non per ricostruire l'Italia. Non siamo il partito del tanto peggio tanto meglio. I nostri deputati saranno comunque scelti con metodi democratici e non si dovrebbe pensare neanche per un momento al ritorno al porcellum poichè una coalizione (di Vasto) richiederebbe quantomeno un pronunciamento di Vendola e Di Pietro di sentirsi vincolati "comunque agli impegni assunti dall'Italia (leggasi governo Monti) in sede UE" così come il Pd ha contribuito a fare. Realpolitik e verità per favore.

da magnagrecia inviato il 12/10/2012 alle 18:1
Come è evidente, il "montiano" @vito cassano ignora anche che gli "impegni assunti dall'Italia in sede UE" sono stati assunti - come peraltro più volte puntualizzato dallo stesso Monti - dal governo Berlusconi e non dal governo Monti (e per quanto riguarda l'obbligo del pareggio di bilancio è addirittura scritto ora in Costituzione).

da vito cassano inviato il 13/10/2012 alle 9:59
Guardi @ magnagrecia, o è distratto o ci marcia; è lei che ha scritto:" anzi sarebbero garanzia (gli eventuali alleati Vendola e Di Pietro ndr)di una politica efficiente, vincolata comunque agli impegni assunti dall'Italia in sede UE, ma rigorosamente socialdemocratica (in senso europeo), cioè equa verso i più deboli..." mi fa specie sentirmi meno "montiano" di lei. Comunque io mi sono riletto attentamente il punto 10 della carta d'intenti, giusto per sentirmi a pieno titolo militante del Pd.

da thomas more inviato il 14/10/2012 alle 12:37
I "montiani" del Pd dovrebbero aver capito finalmente di non votare Bersani alle primarie! E' chiaro? Bersani, che non è un leader, sta facendo un gioco fin troppo scoperto che sarebbe ridicolo se non fosse tragico per il Pd: portarsi i voti di Vendola (..e idv) e per questo rinuncia a tutto compreso Monti! Come trasformare una possibile vittoria in una debacle storica.



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