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4 ottobre 2012

Renzi e le tasse, un po' di dubbi

In vista delle primarie abbiamo chiesto a un gruppo di economisti tra i trenta e i quarant’anni di mettere a confronto la Carta d’intenti di Pier Luigi Bersani e il "programma" di Matteo Renzi. Dopo l’articolo di Filippo Taddei pubblichiamo l'intervento di Alessandro Santoro. A seguire Emilio Barucci, Marco Leonardi, Franco Mosconi, Tommaso Nannicini, Antonio Nicita e Michele Raitano.


I temi del fisco e dell’evasione sono trattati sia nella Carta d’intenti presentata da Bersani sia nel programma di Renzi, con obiettivi in parte simili ma con prospettive e contenuti alquanto diversi. In entrambi i casi si ipotizzano manovre fiscali a favore «del lavoro e dell’impresa» (la Carta d’intenti) ovvero «dalla parte di chi lavora e intraprende» (il programma di Renzi).
Tuttavia, mentre la Carta bersaniana indica con una certa chiarezza da dove attingere le risorse necessarie allo spostamento del carico fiscale, ovvero «i grandi patrimoni», il programma di Renzi cita una serie di misure atte dichiaratamente a «rifondare il rapporto fra gli italiani e il fisco». Nel primo caso, quindi si prospetta, per quanto in termini generici, una riforma sostanziale, nel caso ci si concentra su aspetti procedurali.
L’idea di tassare maggiormente i grandi patrimoni è fondata non solo da un punto di vista equitativo (come la Carta sottolinea) ma anche da quello dell’efficienza, perché la tassazione dei patrimoni (soprattutto di quelli immobiliari) ha conseguenze meno negative per la crescita economica rispetto alla tassazione del lavoro e dei profitti. Qui il problema sarà, eventualmente, quello di definire i dettagli, posto che il governo Monti ha già agito in modo profondo sui patrimoni immobiliari, introducendo l’Imu, e in modo meno visibile ma comunque di un certo spessore sui patrimoni finanziari (attraverso la rimodulazione di una serie di imposte di bollo e l’uniformazione delle aliquote sulle cosiddette rendite finanziarie).
Sarà interessante capire se la proposta di Bersani è quella di proporre un’unica imposta patrimoniale omnicomprensiva oppure, più plausibilmente, di introdurre forme di tassazione patrimoniale aggiuntiva, magari solo sui patrimoni maggiori, sul modello francese dell’Isf. In questo secondo caso, tuttavia, l’incremento di gettito atteso è minore: se anche fosse destinato alla riduzione del cuneo fiscale (cosa tutta da verificare, stanti i vincoli di finanza pubblica) si tratterebbe di un intervento limitato. Ma qui occorre rilevare che la Carta d’intenti immagina di tutelare il lavoro attraverso un’ampia gamma di interventi, non solo quello fiscale.
Le proposte di Renzi finalizzate alla “rifondazione del rapporto” tra fisco e cittadino, sono in effetti tese a snellire le procedure di trasmissione dei dati e delle dichiarazioni (sia da parte degli individui sia da parte delle imprese), a semplificare gli adempimenti tributari partendo dalle proposte degli Ordini dei commercialisti e a re-introdurre forme di concordato preventivo sul reddito d’impresa. Si tratta di proposte in buona parte già discusse in passato e accantonate per (peraltro superabili) problemi tecnici, come nel caso dell’invio delle dichiarazioni pre-compilate, oppure già sperimentate con esiti perlomeno dubbi (come nel caso del concordato preventivo). L’idea di creare fiducia nel rapporto fisco-cittadino è certamente giusta ed è vero che esistono diverse esperienze internazionali al riguardo, ma le proposte avanzate da Renzi non sembrano così radicalmente rivoluzionarie. Tra l’altro, il programma di Renzi in questa parte sembra dimenticare il fatto che l’amministrazione finanziaria italiana è una tra quelle che più utilizzano l’informatica al mondo.
Infine, non mancano in entrambi i documenti i riferimenti alla «lotta all’evasione fiscale». Nella Carta ci si ferma lì, senza entrare nel merito dei provvedimenti che in questi 15 anni hanno dimostrato di funzionare, come evidente quando si analizzano le serie storiche sull’evasione dell’Iva.
Nel programma di Renzi, invece, non solo non si entra nel merito di questa analisi, ma ci si riferisce alla «fredda burocrazia» di Equitalia, ignorando che proprio i miglioramenti di efficienza conseguiti con la pubblicizzazione della riscossione hanno contribuito in maniera determinante al recupero di evasione osservato nel recente passato.

Università di Milano Bicocca

commenti (9)

da magnagrecia inviato il 4/10/2012 alle 1:2
PRIMA PARTE
Riporto, sul tema della tassazione dei salari le note [11] e [12] della Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
Faccio rilevare, per inciso, che le imposte sulle pensioni sono più alte di quelle sul lavoro e tra le più alte in UE27. Sulle pensioni superiori a 1.400€ lordi non si applica la rivalutazione annuale per il recupero dell’inflazione.

[11] OCSE: Salari in Italia tra i più bassi. Fisco da record al 46,5%
Ma Sacconi non ci sta e bolla i dati come ''tecnicalita' senza riscontro'' - 11-05-2010
http://www.asca.it/copertina-OCSE__SALARI_IN_ITALIA_TRA_I_PIU__BASSI__FISCO_DA_RECORD_AL46_5_PERCENTO_-2863.html
Il Rapporto Ocse: Italia maglia nera dei salari -16,5% rispetto alla media
Il nostro Paese è al 23esimo posto sui 30 membri dell'Organizzazione
Il cuneo fiscale è del 46,5%. Peso di tasse e contributi invariato dal 2008
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/dossier-salari/dossier-salari.html
OECD: Taxing Wages 2009 http://www.oecd.org/ctp/taxingwages
Salari: IRES CGIL, potere d'acquisto perde 5.500 euro in dieci anni
Presentato V rapporto sui redditi dei lavoratori dipendenti. Epifani, necessario un intervento urgente, che sposti la tassazione dai salari dei lavoratori dipendenti e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni »
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=14627
La crisi dei salari - Crescita, Occupazione e Redditi perduti negli anni Duemila
V RAPPORTO IRES-CGIL 2000-2010 - 27 settembre 2010
Sintesi del rapporto:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_sintesi.pdf
Slides:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_slides.PPT

[12] Restituzione del fiscal drag (drenaggio fiscale).
Fiscal drag: chi l'ha visto? - 13/09/2010
“C'è un grande assente nel dibattito sulle tasse: il drenaggio fiscale. Che dal '90 ha colpito i redditi più bassi: chi guadagna solo 15mila euro oggi paga il 28% in più in termini reali, mentre chi sta sopra 1 milione di euro paga quasi il 10% in meno”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Fiscal-drag-chi-l-ha-visto-6305

SECONDA PARTE
Le risorse a copertura vanno prese attraverso un mix di misure (già in parte implementate)
[…] Prendendo i soldi da:
- taglio selezionato della spesa pubblica relativa all'apparato burocratico [Nota 13], per gli armamenti [14] e la politica [15].
- revisione delle condizioni concrete di invalidità (le cui indennità talvolta surrogano il reddito di cittadinanza);
- una seria lotta all’evasione fiscale (inasprendo ulteriormente le sanzioni);
- un maggior onere delle classi agiate nell’utilizzo dei servizi sociali, sia con un aumento della tassazione indiretta sui beni di lusso, sia con un incremento del prelievo fiscale sui redditi elevati ed i patrimoni:
• reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, lasciando la prima tranche Prodi; invece abrogando – eventualmente - la seconda tranche Prodi e - sicuramente - il provvedimento Berlusconi di esenzione sugli immobili di proprietà dei ricchi e degli abbienti [16];
• imposta di successione, prevedendo una franchigia o un'aliquota agevolata per la prima casa;
• aumento della aliquota sulle rendite finanziarie (eventualmente, esclusi i BOT);
• imposta pluriennale di scopo;
• tassa sulle transazioni finanziarie [3].

TERZA PARTE
Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

da Antonio inviato il 4/10/2012 alle 8:36
Già Confindustria ha detto dove trovare i soldi: 20 miliardi si recuperano semplicemente evitando di dare i soldi alle imprese. Tabù per la vecchia sinistra, che non vuole rinunciare a prelevare soldi dai guadagni di tutti per restituire contributi ad alcuni. Purtroppo così facendo la politica economica ha creato nel tempo un clientelismo vergognoso. Tanto che la destra italiana, che e' becera, non ha smantellato il meccanismo, anzi...
Analogo discorso per i guadagni dei cittadini: siamo al paradosso di tassare chi prende 800 euro al mese, per restituirgliene 200 così che possa pagare le bollette! Nel frattempo paghiamo impiegati che prendono e impiegati che danno.
Bisogna andare all'università per capirlo?
Ergo risparmiare e diminuire la tassazione. Chissà che magari anche l'economia si riprende da sola....

da magnagrecia inviato il 4/10/2012 alle 12:12
@ Antonio
Quando si critica, bisognerebbe almeno informarsi meglio.
1) I sussidi ammontano complessivamente a 37 mld. Il governo Monti ha dato l'incarico al prof. Giavazzi di rimodularli. Su 37 mld, il prof. Giavazzi ha individuato 10 mld che vengono dati alle imprese ed ha proposto di toglierglieli come sussidi e restituiglierli riducendo il cuneo fiscale. Cioè una partita di giro (v. il mio commento come Vincesko su lavoce.info in calce all'articolo del prof. Giavazzi). Ma, per la pressione delle lobby (chissà, saranno tutti politici di sinistra...), secondo i giornali i 10 mld sarebbero ora diventati al massimo 2-2,5.
Allego l'articolo del prof. Giavazzi con all'interno la relazione al governo:
Conti Pubblici / Fisco
UN TAGLIO AI SUSSIDI PER RIDURRE LE TASSE
di Francesco Giavazzi e Fabiano Schivardi 06.09.2012
http://t.contactlab.it/c/1000009/3255/38854951/27773

2) L'unico governo che ha tagliato il cuneo fiscale in maniera consistente è stato il 2° governo Prodi, senza ricevere neppure un grazie dagli imprenditori, anzi solo critiche ed attacchi.

da Antonio inviato il 4/10/2012 alle 12:49
Scusa l'ignoranza, ma ho solo la terza media e non è bene deridere chi non ha avuto la fortuna, l'opportunità, le capacità per farsi una cultura (non vale invece il contrario, ovviamente).
Su Prodi e le sue scelte, no comment (per ora), anche se credo che una qualità del un buon politico sia non esser fesso (condizione necessaria, ma non sufficiente, altrimenti d'Alema...)
Per il resto, non capisco che vuoi (oltre ad essere disinformato sono eventualmente pure stupido). Comunque sommessamente e umilmente mi riferivo a questo:
12 miliardi nel 2010 come aiuti alle imprese, che sommano tutti gli incentvi ricevuti (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002774-351.html )
9 miliardi è la stima per contributi alle imprese che producono energia da fonti rinnovabili
Somma: circa 20 miliardi di euro all'anno - a spanne, perchè esprimo opinioni, non detto la bibbia.

da magnagrecia inviato il 4/10/2012 alle 14:59
Deridere? Dovresti consultare più spesso il vocabolario quando scrivi, si può sempre imparare.
Deridere [de-rì-de-re] v.tr. (irr.: coniug. come ridere) [sogg-v-arg]
• • Prendere in giro qlcu. o qlco. SIN schernire, sbeffeggiare: d. un compagno
• • sec. XIII
http://dizionari.corriere.it/dizionario_inglese/Italiano/D/deridere.shtml
Dove ti avrei deriso? T’inventi le cose per vestirti da vittima? Sei tu semmai che usi un tono derisorio (vedi D’Alema) o accusatorio (vedi l’accusa un tanto al chilo alla vecchia sinistra), perciò ho risposto al tuo commento.
Dovresti migliorare anche come logica (si può sempre migliorare): la frase “(non vale invece il contrario, ovviamente)” non ha nessun senso nel contesto, poiché è la negazione della negazione.
Chiedi di essere clemente con te perché hai soltanto la terza media (anche se io, agiudicare dal modo in cui scrivi, non lo credo affatto, a meno che tu non abbia letto molto), perché non provi anche tu ad essere più modesto e meno categorico nei giudizi sugli altri? (Si può sempre migliorare). Ed essere consapevole che è un pò semplicistico pensare di risolvere il problema del fisco mettendo insieme 2-3 cifre. E coltivare il sospetto – almeno il sospetto – che è meglio diffidare in generale di tutti ma in particolare degli imprenditori italiani, sempre pronti a fare la lezioncina agli altri, pur essendo in massima parte lontanissimi dalla figura dell’imprenditore illuminato che si fa carico della funzione anche sociale dell’azienda.

da Antonio inviato il 5/10/2012 alle 0:19
Caro magnagrecia, mi spiace che tu te la sia presa, visto che io non discutevo tanto il tuo commento - di cui condivido gran parte del contenuto - quanto l'articolo laddove in particolare chiede conto a Renzi di dove intende prendere risorse per diminuire le tasse. Non farmi pero' una colpa se non argomento: il commento non e' un articolo e non necessita, a mio giudizio, di grandi ragionamenti, prove inconfutabili, sillogismi stringenti. A costo di non apparire sufficientemente modesto non sto ad argomentare le ragioni della diffidenza verso D'Alema e soci e rivendico il diritto a criticare gli eletti in quanto elettore (ripeto: non vale il contrario, cioè non ha senso che chi e' eletto si sottragga alla critica aprioristicamente).
Dimenticavo: da sempliciotto qual sono credo poi che ridurre il cuneo fiscale significhi poco piu' di nulla, dovendosi precisare se la riduzione e' relativa agli oneri contributivi a carico dell'impresa o, meglio, se concerne il carico fiscale. Questo lo dico solo per contribuire alla discussione, da poco e mal informato quale sono.

da Angelo Gaudenzi inviato il 6/10/2012 alle 3:43
Tracciare le transazioni commerciali grandi e piccole assegnando dei bonus fiscali ai cittadini contribuenti

La Tobin Tax deriva da un'intuizione geniale (e perciò non dovrebbe essere limitata nell'applicazione alle sole intermediazioni valutarie). L'errore non è tanto nel non riuscire a contrastare l'evasione quanto nel non aver messo a punto un sistema internazionalmente efficace per prelevare molto poco sotto forma di diritti d'intermediazione pubblica nelle transazioni commerciali grandi o piccole. Per es. I cittadini andrebbero incoraggiati a far registrare su tessera magnetica d'identità personale qualunque transazione effettuata assegnando subito dei bonus fiscali immediatamente verificabili. Per es. Prendo un caffè...pago anche contante ma esibisco il mio tesserino d'identità e su di esso viene registrata la transazione...allora dell'euro che pago mi tornano indietro dieci centesimi...Dopo un'anno di bonus fiscali si accumulerebbero somme sostanziose da spendere da reinvestire o da risparmiare. Inoltre e soprattutto ogni scambio commerciale risulterebbe immediatamente e dal medesimo scambio sarebbe ricavabile un contributo fiscale equo e non occultabile.Per sconfiggere l'evasione fiscale si deve eliminare il sistema impositivo diretto, trasformando ogni singolo cittadino in controllore fiscale. il concetto è molto semplice, dove c'è movimento di beni di servizi e di denaro le pubbliche amministrazioni possono prelevare un contributo necessario per garantire i movimenti stessi di ricchezza. Questo contributo deve essere equo nel senso di non costituire ostacolo alla movimentazione stessa della ricchezza.

https://www.facebook.com/notes/angelo-ag-gaudenzi/tracciare-le-transazioni-commerciali-grandi-e-piccole-assegnando-dei-bonus-fisca/10151175289419089

da Carolus inviato il 6/10/2012 alle 10:47
Renzi, toglici di torno le facce da comunisti beceri e trinariciuti che ti circondano.

da magnagrecia inviato il 7/10/2012 alle 17:3
Caro Antonio, aridagli, t'inventi di nuovo le cose: come avrei potuto prendermela se il tuo commento, di tutta evidenza, non era una risposta al mio?
Scrivi troppo bene, che tu abbia solo la terza media, confessa, è una balla (anche se, in fondo, abbiamo tutti la terza media...).



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