gwcached,8
gwcached,8

Europa.it quotidiano

Editoriale della Direzione
Sei in Editoriali
2 ottobre 2012

Il premier si dimette (da passepartout)

Almeno su un versante della crisi la dichiarazione di disponibilità fatta dal presidente del consiglio a New York non è stata molto d’aiuto: la chiarezza del quadro politico agli occhi degli elettori. Ma non è colpa di Mario Monti. È colpa di forze politiche e di leader che si muovono nella transizione come naufraghi, privi di un natante proprio e ansiosi di aggrapparsi a qualche nave di passaggio o almeno a uno scoglio per non affogare.
A quanto pare, di tutte le sigle esistenti solo tre sono sicure di comparire sulle prossime schede elettorali: Lega nord, M5S e Pd. Tutti gli altri (compresa Sel, perfino l’Idv ha accarezzato sogni di fusione) non hanno certezze. O perché aspettano la legge elettorale, o perché lavorano instancabilmente a nuove aggregazioni che non vedono mai la luce, o perché (è il caso dei berlusconiani) hanno il dubbio di non essere più sulla scena entro pochi mesi (certo non col simbolo Pdl).
Vorrà dire qualcosa, questa asimmetria.
I democratici avranno pure un sacco di problemi e si sono arrecati tanti danni da sé ma, nonostante centinaia di annunci di scissioni imminenti e inevitabili, sono ancora lì: un partito tanto maturo da reggere perfino una competizione interna dall’esito non scontato. Non abbastanza forti da pretendere di governare da soli, ma indispensabili per qualsiasi soluzione.
Allora quando si parla della continuità dell’agenda Monti, c’è una qualità diversa del dibattito interno ai partiti. Nel Pd è una schietta discussione di linea politica, con i “montiani” a battersi per scelte coerenti con le responsabilità assunte dal Pd nell’ultimo anno, anzi fin dalla sua fondazione.
Altrove, “Monti” più che una persona, un leader o un’agenda politica è la parola magica per traghettare se stessi e le proprie ambizioni, personali o di gruppo, dentro la prossima legislatura.
Pare ovvio che il presidente del consiglio non gradisca di farsi trattare così. E ieri non ha ritirato la propria disponibilità a rendersi utile al paese: semplicemente, si è dimesso anticipatamente dall’indesiderato incarico di passepartout.

commenti (12)

da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 0:44
1) “I democratici avranno pure un sacco di problemi e si sono arrecati tanti danni da sé ma, nonostante centinaia di annunci di scissioni imminenti e inevitabili, sono ancora lì: un partito tanto maturo da reggere perfino una competizione interna dall’esito non scontato”.
Bastava fare 2+2. [1]

2) “quando si parla della continuità dell’agenda Monti, c’è una qualità diversa del dibattito interno ai partiti. Nel Pd è una schietta discussione di linea politica, con i “montiani” a battersi per scelte coerenti con le responsabilità assunte dal Pd nell’ultimo anno, anzi fin dalla sua fondazione”.
Non è corretto darsi ragione, cambiando ad arte la premessa: il segretario galantuomo Bersani ha sempre detto che intendeva essere leale col governo Monti, ma che alcune cose le avrebbe fatte in maniera diversa (ovviamente nel senso dell’equità) e che provvederà una volta al governo. D’altra parte, il giudizio iperpositivo su Monti è basato in buona parte su una macroscopica mistificazione: il risanamento dei conti era stato già fatto – in maniera molto iniqua - per 4/5 dal governo Berlusconi-Tremonti; il governo Monti ha soltanto completato l’opera – in maniera molto più equa – nella misura di 1/5. [2]

3) Filippo Ceccarelli ha scritto sullo scorso "Venerdì" di "Repubblica" che i politici non sono né migliori, né peggiori, ma sono lo specchio degli Italiani. Quella dei 15 parlamentari del PD (su quasi 300), che, anziché sostenere la candidatura a premier del segretario gentiluomo Bersani o di Renzi o di uno del loro piccolo gruppo, per veder affermate le loro tesi appoggiano quella dell'esterno Monti, come la vogliamo chiamare? tradimento? slealtà? In qualunque Paese civile credo sarebbe definita così, in Italia è accettata come normale. Non solo, ma su "Europa" lettori appartenenti alla destra minoritaria del PD, senza vergognarsi, apprezzano in gran numero (ben 145, che sono tantissimi per questo sito) l'articolo sconclusionato e spietato del senatore "montiano" Tonini, [3] o chiedono l'”espulsione” per quelli che li criticano per questo. Che Paese stortignaccolo, è l'Italia.
E' vero, l'Europa - per fortuna - ci sta costringendo su un cammino virtuoso, ed anche la terribile crisi economica almeno ha questo di buono, che ci sta dando una mano per mantenervici ed abbassare la soglia di tolleranza degli sprechi; tuttavia ancora molta strada ci aspetta dal punto di vista dell'etica dei comportamenti, ma almeno cominciamo a smetterla con gli eufemismi e chiamiamo le azioni scorrette col loro nome. O in politica deve continuare a vigere un’etica ed un vocabolario diversi?

[1] “Se il PD non avesse avuto forza attrattiva invincibile”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752582.html
[2] “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
Traggo da “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”:
Riepilogo [delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura, valori cumulati]:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Guardando le nude cifre, e mi dispiace molto dirlo, l’Italia l’ha “salvata” più Berlusconi (in maniera molto iniqua) che Monti.
[3] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137143/ha_colto_il_punto

da vito cassano inviato il 2/10/2012 alle 10:8
@Magnagrecia - Partiamo dalle cifre. Possiamo dire che Berlusconi-Tremonti con le loro manovre stavano distruggendo l'Italia per compiacere il disegno secessionista di Bossi e Monti con con 1/5 dell'impegno ha recuperato e rimesso l'Italia sui giusti binari? 2)Non so se per compiacere qualcuno(chi?) i 15 parlamentari dovrebbero evitare di esprimere le loro libere idee, e su quelle fare una battaglia politica che non li terrà lontani, quando sarà il momento, dallo scegliere Bersani o Renzi, o anche astenersi dalla scelta. Perchè porsi il problema in quale categoria inserirli? sono parlamentari, rispondono ai loro elettori che sicuramente li hanno spinti a tali scelte. E' la democrazia! Quando il Pd formerà le proprie liste dovrà valutare se l'apporto (per dirne una) di quei 15 parlamentari sarà utile per arrivare al governo o meno. (posto 300) mi chiederei se i 285 rappresentino davvero quel 40% di elettori Pd che vorrebbero Monti (Fonte Tg3 di ieri sera).Così giusto per dare una lettura ai numeri.

da Felice Sarzano inviato il 2/10/2012 alle 10:23
Io, da apolide politico, giudico i programmi. E fin'ora l'unico straccio di programma che conosco (per almeno una legislatura) è il documento uscito dal consiglio dei ministri del 24 agosto. Poi, vedremo la legge elettorale. Ma su questa penso che ogni "premio" sia un ritorno alla legge Acerbi del 1923. Se ci fosse un "premio" la considererei una schifezza.

da silvano cecchini inviato il 2/10/2012 alle 10:43
Niente preferenze e un premio del 15%? Ma siamo matti? I voti, e i seggi, si conquistano, non si chiedono in regalo.

da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 15:34
@Vito Cassano
Vediamo di fare chiarezza una volta per tutte, evitando di ripeterci e di limitarci ad un’analisi superficiale, approssimativa. Mi scuso se non sarò breve.
1) Cifre. No, non lo possiamo dire (ed io sono anti-berlusconiano e anti-leghista… viscerale), il problema è un po’ più complesso: a) dal punto di vista qualitativo, le misure varate dal governo Berlusconi-Tremonti-Bossi sono state molto inique; b) dal punto di vista quantitativo, esse invece sono state congrue; c) gli effetti sono stati insufficienti, ma per motivi in buona parte – diciamo così – “irrazionali”, non tecnici. Riporto dal mio ‘post’ “L’Europa riparte da qui” (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html, con in calce altri ‘post’ sullo stesso tema dello ‘spread’) questo ampio stralcio:
“Lo ‘spread’ [1] è un fatto complesso, le cui determinanti non sono sotto il controllo di nessun singolo governo (neppure della potente Germania, che peraltro ne sta beneficiando), ma dell’UE o almeno dell’Eurozona, inclusa ovviamente la BCE o un meccanismo che la surroghi, visto il suo limite statutario imposto dalla Germania. [2]
La credibilità sul piano internazionale di Berlusconi, deriso apertamente da colleghi potenti, era prossima allo zero, per cui manovre correttive per ben 200 mld ed il pareggio di bilancio nel 2014 non erano bastate ai mercati e lo spread era arrivato ad oltre 550 punti ed era crescente, nonostante gli interventi della BCE.
Con Monti, dopo una manovra di appena 30 mld lordi, è sceso di 200 punti ed ora, sotto la spinta della bulimica e sregolata speculazione internazionale che può manovrare capitali mega-galattici e praticamente senza il rischio di pagare pegno, di 100 punti, senza interventi della BCE, ma può e deve calare.
Infatti, sul piano strettamente dei fondamentali (deficit/PIL più basso che in quasi tutti gli altri Paesi, pareggio di bilancio nel 2013, debito sostanzialmente invariato rispetto a quando lo spread era a 150) non si giustifica (neppure con Berlusconi si giustificava)”;
d) anche uno studente di Scuola Media (o forse persino di Scuola Elementare) capisce che un aggiustamento dei conti pubblici di 4/5 – e di quella portata (in totale 330 mld gli importi cumulati da inizio legislatura, di cui forse almeno 250 a partire dalla crisi della Grecia nel 2010 - è ben 4 volte maggiore di un aggiustamento di 1/5 è quindi ben più determinante; e) quindi le cifre attestano che è falso quello che affermano i “montiani”, che Berlusconi non abbia ottemperato alle richieste della BCE (lettera del 5 agosto 2011) e dell’UE, questo è successo, a causa del niet di Bossi, soltanto per la riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità (quelle di vecchiaia, tranne le donne del settore privato, e contrariamente a quanto scritto erroneamente persino nella lettera di risposta del governo all’UE (!), errore poi corretto nella successiva lettera di precisazioni, erano già addirittura in linea col “benchmark” UE; [1]
ma in quel periodo tutti i media fecero confusione in tema di pensione, per cui scrissi a mezzo mondo [2]).

2) I 15 parlamentari “montiani”. Bisognerebbe evitare di travisare ad arte le premesse (come ha fatto Menichini) o la mia critica (come fa lei). La mia critica non verte sul diritto di esprimere idee o proposte, ma candidature a premier esterne, essendo parlamentari e, presumibilmente, iscritti del PD. E’ un problema di lealtà. Per quanto riguarda poi i sondaggi, io – l’ho già scritto – non ho nessuna fiducia nella capacità critica degli Italiani, anche di centrosinistra, che in massima parte si fermano alla superficie e s’informano alla tv (lo si vede anche qua dentro o dall’evoluzione dei sondaggi sul governo e i ministri precedenti). A questo, occorre aggiungere la particolare inclinazione degli elettori di sinistra ad essere ipercritici, autolesionisti (vedi il 2° governo Prodi: mi misi di buzzo buono a chiedere le ragioni delle critiche, giuro che non ne trovai uno che avesse una motivazione valida, lo stesso mi capita da 3 anni nel web). Io sono convinto che la scelta politica sia una conseguenza anch’essa della struttura psicologica, vale la pena di dare una scorsa a questo mio ‘post’ [3]. Che poi i 15 (tra cui diversi docenti universitari) siano stati spinti dai loro elettori, può anche darsi, ma io sono più incline a pensare il contrario e che il loro “annettersi” l’esterno Monti sia un modo di far prevalere ad ogni costo – anche della lealtà e della logica - le loro idee-proposte dimostratesi minoritarie e perdenti nel PD.

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
[2] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137050/crescere_non_ha_limperativo
[3] Il potere dello sguardo di Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2683753.html

da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 16:7
@ Felice Sarzano
Strano, io proprio dopo il cdm del 24 agosto 2012 ho scritto il ‘post’ “Il governo Monti al capolinea”, [*] del quale riporto questo stralcio:
“Dato a Cesare quel che è di Cesare, il CdM inconcludente di venerdì 24 agosto è la dimostrazione plastica del fatto che l’attuale governo Monti – sostenuto dalla troppo eterogenea maggioranza Csx-Cdx - è arrivato al capolinea. Per decisione di Monti e di Grilli, [2] contrari a reperire le indispensabili risorse per la crescita attraverso il varo – accanto alla “spending revuew” ed all’alienazione di parte del patrimonio pubblico – dell’imposta patrimoniale sui patrimoni superiori ad una certa soglia (oltre ad un prestito forzoso per la diminuzione celere del debito). [3] [4] Unica misura oggi possibile – ed equa – poiché i 330 mld cumulati delle manovre correttive varate finora hanno colpito soprattutto il ceto medio-basso (solo le pensioni stanno procurando un risparmio di oltre 22 mld l’anno [5]; io, detto per inciso, ho "contribuito" con 20 mila € in un solo anno) e persino i poveri (taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni)”.
I fatti – non le opinioni o i semplici annunci del governo, che sono fumo negli occhi dei gonzi – confermano finora quel mio giudizio severo.

[*] “Il governo Monti al capolinea”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html

da vito cassano inviato il 2/10/2012 alle 17:21
@ magnagrecia - Il mio punto di vista è che l'UE chiedeva risanamento strutturale e immediato, e Berlusconi (come giustamente lei dice condizionato da Bossi) interveniva con manovre congiunturali e dilazionate nel tempo, altrimenti non si capisce perché 1/5 di manovra Monti abbia potuto produrre gli effetti (sullo Spread) che efficacemente lei descrive. Senza aggiungere il ripristino dell'affidabilità e credibilità a livello internazionale fondamentale per ottenere la fiducia dei mercati. Non intendevo travisare la sua critica, e se così fosse possibile leggere le mie osservazioni, me ne scuso, ma, richiamandomi alla prescrizione costituzionale secondo cui il parlamentare esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato, 15 o 285 possono tranquillamente esprimere quanto ritengono essere più utile all'Italia.

da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 19:51
@vito cassano
Lei si sbaglia. A partire dalla crisi della Grecia (la cui gestione pessima ha innescato il cataclisma sui mercati in Europa), le manovre correttive (a parte la legge di stabilità, ex legge finanziaria, a valere per il 2011) del governo Berlusconi-Tremonti sono state: 1 nel 2010 (DL 78, L. 122/2010), di 24,9 mld, la più iniqua di tutte, recante misure in maggioranza strutturali, in particolare sulle pensioni, sulla spesa sociale dei Comuni e delle Regioni e sulla riscossione; e 2 nel 2011 (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld) , anch’esse recanti misure in gran parte strutturali; l’unica falla era la scopertura di 15 mld, per aver Tremonti assunto l’impegno che nessuno gli chiedeva del pareggio di bilancio nel 2014, che Tremonti si riprometteva di coprire (la cosiddetta clausola di salvaguardia) con la delega fiscale (cosa che ha poi fatto Monti aumentando l’IVA; la seconda rata ci sarà nel 2013, se non saranno reperiti con la “spending revuew”). Ripeto, spero per l’ultima volta, che il traccheggiamento di Berlusconi ha riguardato in sostanza soltanto le pensioni di anzianità.
D’altra parte, è facile dedurre che se le misure non fossero state strutturali (cioè permanenti) né “Il Sole 24 ore” avrebbe potuto scrivere di 330 mld cumulati (da inizio legislatura), né Monti avrebbe potuto esimersi – dovendo ottenere il pareggio strutturale di bilancio nel 2013 – dal reiterare le misure già implementate da Berlusconi.
Lei si sbaglia, inoltre, anche nel non capire “perché 1/5 di manovra Monti abbia potuto produrre gli effetti (sullo Spread) che efficacemente lei descrive”: c’è riuscito (in parte, perché con Monti lo spread prima è sceso di 200 punti base ma poi è risalito di 100) ovviamente proprio perché completava un risanamento strutturale (cioè permanente) già realizzato per 4/5.
Lei, infatti, si sbaglia, infine, anche per la mia analisi dello spread: se rilegge con calma, si accorgerà che io ho scritto il contrario. Le suggerisco di leggere i miei 4 o 5 ‘post’ sul tema dello spread, inclusi gli articoli in essi linkati, così forse si renderà conto dell’”irrazionalità” e dei mercati finanziari e dell’inadeguatezza dei governanti europei nella gestione della crisi. L’Italia – che ha beninteso le sue colpe – stava facendo, per la credibilità pari a zero di Berlusconi, la fine del capro espiatorio.
Spero ora di essere stato chiaro e mi auguro che lei voglia dare una regolatina al suo “motore”, che quando si tratta di numeri e di Monti denuncia qualche defaillance. Anche se le riconosco l’attenuante che è stato vittima del sistema DISINFORMATIVO della quasi totalità dei media italiani (inclusa purtroppo “Europa”).
Per quanto riguarda i 15, lasci perdere le norme e la Costituzione, che conosco benissimo, io ho espresso (oltre che obiezioni di merito sulle loro tesi) un giudizio etico sulla loro slealtà, ma vedo che questo è arabo per lei (ed altre decine di milioni di Italiani).

da silvano cecchini inviato il 2/10/2012 alle 20:20
Magna Grecia, più sintesi, per favoreQ

da vito cassano inviato il 3/10/2012 alle 8:21
@ magnagrecia - Debbo convenire, abbiamo approcci diversi sulle questioni e quindi diverse valutazioni, oltre a parlare due lingue diverse. Mi conforta il fatto di essere in compagnia di decine di milioni di Italiani, mentre lei continua a godersi il suo splendido isolamento.

da magnagrecia inviato il 3/10/2012 alle 12:0
@ vito cassano
Ma quali approcci diversi, questi sono numeri, semplici numeri, scomodi numeri per lei, pare, perché lei ha forse qualche problema con i numeri... della realtà.
Certo, qui ha ragione, la stragrande maggioranza è composta da individui ignoranti, disinformati e, quel che è peggio, con problemi con i... numeri della realtà, che però sono problemi di competenza non del matematico ma dello psicologo.

da magnagrecia inviato il 3/10/2012 alle 12:3
@ silvano cecchini
Può leggere un rigo sì ed uno no, o 1 sì e 2 no, o 1 sì e 3 no...



INSERISCI UN COMMENTO:

nome
email
link

commento




gwcached,8

gwcached,8

gwcached,8