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29 settembre 2012

Bersani

Governo politico, Quirinale tecnico

Il segretario “vede” Monti successore di Napolitano. Ma teme imboscate
immagine documento In parole povere, il piano di Bersani prevede Monti al Colle e se stesso a palazzo Chigi. Una quadratura del cerchio messa però a dura prova dall’esternazione newyorkese di Mario Monti. Che è piovuta sul Nazareno come una doccia gelata. Il capo del Pd non se l’aspettava né con questa nettezza, né in questo momento. Semmai nei prossimi mesi, se l’incertezza economica e, soprattutto, quella politica si fossero confermate intatte anche in prossimità del voto. Ma per neutralizzare quel rischio, il leader dem puntava sul percorso tracciato a partire dalla Carta d’intenti (gli approcci con le categorie produttive e con i partiti europei, soprattutto del campo socialista, per accreditare il Pd come forza di governo; le primarie per combattere l’antipolitica con la partecipazione; l’alleanza con i moderati per dare al paese una maggioranza solida, che garantisca stabilità). E, soprattutto, come detto, su un tacito accordo con lo stesso Monti e con il capo dello stato per garantire una successione “morbida” al Quirinale.
Così, se dopo quell’«io sarò là» pronunciato a New York, a Stefano Fassina è bastato giusto il tempo di scrivere un post per bocciare nettamente l’ipotesi del Monti-bis, Bersani ha dovuto attendere qualche ora per mettere in ordine le idee. Qual è il gioco di Monti? E quello di Casini? Ma soprattutto: c’è qualcuno nel Pd che guarda in quella stessa direzione? Il pensiero del segretario non va certamente agli iper-montiani che si riuniscono oggi, né ai pochi altri che già si sono espressi più o meno esplicitamente in quella direzione (Veltroni e Fioroni, ad esempio). Il sospetto ricade su esponenti della sua stessa maggioranza, come Enrico Letta, Dario Franceschini e, soprattutto, Massimo D’Alema.
Gli stessi che, dopo essere stati coinvolti loro malgrado nella partita delle primarie, oggi soffrono il protagonismo di Renzi, al quale vorrebbero veder corrispondere un pari attivismo di Bersani. Invece, il primo appuntamento da candidato del segretario potrebbe arrivare non prima della metà di ottobre. E intanto il sindaco-rottamatore guadagna pericolosamente consensi, anche nel ceto dirigente del partito, a scapito dei possibili “rottamandi”. Da qui, anche le pressioni sulla segreteria per “blindare” il voto ai gazebo, attraverso un’iscrizione preventiva all’albo (fino al giorno prima?) e l’impossibilità di partecipare al secondo turno per chi non ha già votato al primo. Il segretario, però, è ancora incerto.
Bersani, comunque, non ha intenzione di modificare la propria road map, né per le pressioni interne, né per altri fattori (come le esternazioni del premier). E due sono i mantra che ripete: «Monti è una risorsa del paese» e «serve una maggioranza politica». Anche le soluzioni sono due: un accordo Pd-Udc per ricandidare il professore a palazzo Chigi (strada che Bersani vede come il fumo negli occhi: si aprirebbero troppi spazi a sinistra e anche lo stesso Pd rischierebbe di non tenere) oppure un’intesa preventiva per consentirgli la successione al Quirinale. Per raggiungere questo obiettivo, il segretario dem insisterà su una riforma elettorale che garantisca la formazione di «una maggioranza coerente in grado di fare le riforme»: anche un Porcellum “corretto” a questo punto potrebbe andare bene, pur di lasciare confinati all’opposizione Grillo e Berlusconi. «In un parlamento balcanizzato – avverte Bersani – con una legge elettorale proporzionale, non vengono fuori accordi per un governissimo: dalla palude viene fuori la palude».

commenti (5)

da Felice Sarzano inviato il 29/9/2012 alle 11:0
Secondo me non è ancora visibile la formazione che vincerà le elezioni, e che non comprenderà né Berlusconi, né Bersani, né Casini.

da angelo chiappa inviato il 29/9/2012 alle 16:53
Se Bersani non si convince per un Monti bis rischia divisioni nel Pd.
Per farla breve, un Monti Bis dà sicurezza all'Italia, all'Europa, agli USA, ai mercati, il resto è incognita; con rispetto agli altri.

da magnagrecia inviato il 30/9/2012 alle 14:59
... e agli utili idioti.

da m.claudia inviato il 30/9/2012 alle 18:32
Ha ragione Bersani si mandi Monti al Quirinale, forse è quello che vuole. Basta, sentire la parte destra del PD dire che vuole Monti come Presidente del Consiglio. Perchè tutti cercano di denigrare il PD e non vogliono che la sinistra governi?

da magnagrecia inviato il 30/9/2012 alle 19:21
Perché lo fanno, quelli della destra del PD (nonché "Europa")? Me lo sono chiesto anch'io e intanto li sto "bastonando" adeguatamente: 1) Perché i cattolici italiani, storicamente, essendo filo-Vaticano, sono inclini psicologicamente al tradimento (e sono rimasti i soli con questa inclinazione, dopo la scomparsa dei... comunisti e dell'impero del male). 2) Sono inclini a fare - spesso inconsapevolmente e nonostante la fede asserita nella terza virtù teologale, la carità, o chissà forse proprio per questo - gli utili idioti dei ricchi egoisti, avidi e affamatori.
Ps: io al Quirinale preferisco Prodi, Monti va bene a presidente UE, ma purtroppo non lo potrà fare perché c'è già Draghi. Amen.



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