gwcached,9
gwcached,9

Europa.it quotidiano

Editoriale della Direzione
Sei in Editoriali
8 settembre 2012

Le spalle di Renzi

È come una dissolvenza cinematografica, metafora adatta considerando che fin qui si tratta di un effetto puramente mediatico: svanisce Beppe Grillo, risucchiato dall’inevitabile crisi del suo partitonon-partito, e appare a tutto schermo Matteo Renzi, eletto da tv e giornali come il nuovo protagonista di una stagione in cerca di primattori.
Sbirciando con prudenza i sondaggi, si potrebbe ipotizzare anche qualcosa di più corposo di un effetto speciale. Ma sarà meglio aspettare per questo: aspettare a vedere se l’investimento che i media fanno su Renzi possa trascinare spostamenti di consenso reale.
Fin d’ora ci sono però gli elementi per fissare qual è la vera missione che la transizione italiana affida al sindaco di Firenze. Mica una cosa da poco. Addirittura un’operazione democratica: non (solo) nel senso di partito democratico, ma nel senso di riassorbimento di un grande fenomeno potenzialmente distruttivo – la rivolta contro il sistema dei partiti, il flusso disordinato verso il M5S – in un contesto che renda queste stesse energie spendibili per un vero rinnovamento del ceto dirigente e della sua cultura.
Il caso vuole che Renzi divenga de facto polo di possibile attrazione delle attenzioni fin qui suscitate da Grillo proprio nei giorni in cui, in un’altra dimensione spazio-temporale, l’asse Draghi-Monti piazza un colpo magistralmente politico realizzando allo stesso tempo tre obiettivi: ridisegnare la mappa geopolitica d’Europa; ridare tempo e fiato allo sforzo di salvezza nazionale; rilanciare con forza ciò che la cronaca politica stava frettosolamente archiviando, cioè la cosidetta agenda Monti, intesa come stile e contenuti di riforma del paese.
Qui è la vera prova di leadership. Vale per Renzi, poteva e potrebbe ancora valere anche per Bersani. Farsi ascoltare dall’Italia della rabbia nel momento di dire la verità su ciò che il paese deve fare. Costruire consenso largo, anche tra gli italiani più irrequieti e scontenti, su un progetto solido, realistico, che migliori quello di Monti perché la legittimazione popolare renderebbe possibili scelte di equità e di rottura dei parassitismi che Monti non s’è potuto permettere.
Sicuramente è un peso eccessivo per le spalle di uno solo, chiunque sia. Ma la prova arriva nel momento giusto per saggiare la muscolatura del newcomer.

commenti (13)

da Mire inviato il 8/9/2012 alle 7:55
Io sono per il Monti-bis. E' vero che non ha fatto ancora quella "equità" che mi aspettavo però ha ridato dignità all'Italia ripotandola, nella scala europea, quasi al posto che faticosamente aveva conquistato con Prodi. Non vedo all'orizzonte politici in grado di "mantenere" questa conquista nè tantomeno di migliorarla! Neppure Matteo: prima di voler guidare questo Pese, faccia il Sindaco come si deve! Monti ora ha da portare a termine l'equità fiscale e ridare la speranza nel futuro ai giovani senza sciupare i sacrifici fatti fin quì. Servono posti di lavoro e credito (le banche adesso hanno la pancia piena devono essere obbligate a rimettere in circolo un pò di denaro! Basta giocare in borsa e non investire nella produzione!)

da Felice Sarzano inviato il 8/9/2012 alle 10:35
Mi sembra che più del vacuo Grillo, il più duro distruttore dei partiti sia stato proprio Monti, che non ha vaticinato una Norimberga dei partiti, ma l'ha attuata. Oggi i partiti sembrano simulacri di chissà cosa, senza contenuti né progetti. Ho riletto il documento uscito dal CDM del 24 agosto. E' un programma di legislatura, riforme istituzionali escluse. Poi, che Renzi e Bersani si becchino pure. Il prossimo Presidente del Consiglio lo nominerà ancora Napolitano.

da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 13:7
1) Riporto il mio commento del 31-08, il cui contenuto mi pare anticipi l’auspicio del direttore Menichini:
da magnagrecia inviato il 31/8/2012 alle 20:41
Io sono per il rispetto dello statuto, sia per il segretario=unico candidato a premier (peraltro, la pluralità di candidati del PD favorisce i candidati non-PD), sia per il limite dei mandati parlamentari, poiché occorre, anzi è indispensabile, svecchiare la classe dirigente del PD e dell'Italia.
Franco Monaco è persona intelligente: c'è ancora un abisso tra il competente ed onesto Bersani e il coraggioso e tosto Renzi, al quale il segretario gentiluomo Bersani offre ora una "chance" formidabile. Che bello sarebbe se dalla tenzone scaturisse una fortunata commistione di obiettivi, tematiche, programmi, spirito giusto.
Il PD è più forte sia del peccato d'origine (unire un po' il diavolo e l'acqua santa), sia dei conservatorismi strumentali dei vari capi e capetti, sia delle beghe interne frutto di personalismi, sia delle promesse non mantenute, sia delle carenze organizzative (v. in particolare circoli territoriali e on-line), sia dello scetticismo più o meno latente e giustificato dei sostenitori.
Se si riuscisse a mettere insieme - diciamo così, quantificando a spanne - 2/3 di Bersani e 1/3 di Renzi, il PD forse avrebbe davvero le carte per diventare un solido partito a vocazione maggioritaria.

2) Leggendo certi commenti (e parecchi articoli), mi vien da chiedermi: ma “Europa” è il quotidiano del PD o di Monti?

3) Ieri, a Bari, lo stesso Monti ha criticato le sue stesse misure, prese singolarmente, perché asfittiche. Il governo Monti è arrivato al capolinea nel momento in cui il suo ministro principale, quello dell'Economia, Vittorio Grilli, già direttore generale del medesimo ministero quando era retto da Tremonti, autore delle manovre pesanti e molto inique del governo Berlusconi (quella di Monti è molto più equa), in 2 interviste al Corriere e a Repubblica ha dichiarato che lui le indispensabili risorse per finanziare la crescita economica, per ridurre celermente l’enorme debito pubblico e per finanziare, ad esempio, come "suggerito" dalla Lettera della BCE, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, unica misura della Lettera finora non attuata (osservo che nessun Euro degli ingentissimi risparmi derivanti dalle riforme Sacconi e Fornero delle pensioni è rimasto nel capitolo di spesa "welfare") NON intende chiederle agli unici che, dopo manovre finanziarie correttive per ben 330 mld addossate in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri, oggi le hanno, cioè il 10% che possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, attraverso un'imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso. Lo potrà e dovrà fare soltanto un governo di centrosinistra.

da diego inviato il 8/9/2012 alle 13:36
Tifiamo Monti e si si presenta lo voteremo, perché a differenza di tutti i capipartito e dei Partiti attuali - che in 20 anni e passa non sono riusciti a produrre nulla, se non chiacchere, demagogie varie, furberie, traffici, corruzioni e quant'altro, meschinerie come la legge elettorale attuale e per il resto CRISI, problemi irrisolti, Paese bloccato, giovani a spasso....ecc. almeno è uno che tenta di risolvere i problemi in maniera seria e dignitosa.
Dobbiamo tornare al centrodestra di SB&Maroni? o al centrosinistra dei groppuscoli alla Diliberto che litigano su ogni starnuto? In fin dei conti conta quello che si è costruito, a me sembra... cioè il nulla. Meglio cento volte Monti.

da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 15:57
Se Monti si candida e vince, mi sta bene. Ma, essendo io adulto e democratico, vorrei essere governato, non da un "tecnico" supposto salvatore della Patria (il grosso delle manovre finanziarie correttive, molto inique - per un ammontare di ben 267 mld su un totale di 330 -, lo aveva già varato il governo Berlusconi), anche se è per l'economia sociale di mercato, catapultato sulla scena politica per la pressione dei capitali speculativi megagalattici privi di regole, l'inerzia dell'UE, l'incapacità del governo di destra, votato dalla maggioranza degli Italiani (per ben 3 volte negli ultimi 17 anni), che aveva amministrato - male ed in modo iniquo - per ben 8 degli ultimi 10 anni. Perché, al netto delle critiche giuste che si possono muovere ai partiti politici, non è vero affatto che nessuno in precedenza aveva fatto nulla, tutti i principali indicatori dimostrano il contrario: i governi di centrosinistra, pur con maggioranze risicate ed albergando gli “ottusi” (= intelligentoni) di estrema sinistra, hanno governato meglio ed in maniera più equa. Basta informarsi, non è impossibile per chi frequenta il web.

da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 16:0
Ps:
Nell'UE è inclusa anche la BCE.

da Maurizio inviato il 8/9/2012 alle 18:7
Quoto @magnagrecia.
Assolutamente.
Oltretutto un nuovo governo Monti porterebbe a grandi casini sociali, veramente grandi

da diego inviato il 8/9/2012 alle 18:22
Io invece vorrei essere governato da una persona onesta e perbene, al di là di etichette, bandiere e schieramenti, eletta democraticamente,oppure nominata dal Parlamento o dal Presidente della Repubblica (a sua volta eletto dal Parlamento e quindi dai cittadini: questo per non far confusione).
Lasci perdere il salvatore della Patria (in un certo senso potrebbe anche essere vero,come supplenza, visto come hanno agito i partiti democratici nominati da noi): ma non mi sembra ambisca ad essere immortalato nel mausoleo della memoria.
Potrei comunque considerare anche l'ipotesi di sostenere Bersani se non rappresentasse un partito imbalsamato, retto da una nomenclatura vecchia ed inefficiente e se riuscisse a coalizzare una maggioranza degna di questo nome. Così non sembra.
Quanto ai governi di centrosinistra, tutti si ricordano i ricatti dei gruppuscoli dell'estrema sinistra e delle truppe di Mastella, che hanno condizionato fino allo spasimo il povero Prodi. Non abbiamo ricordo di qualcosa di decente - parlo di riforme vere -. Infatti, siamo qui a lamentarci tutti, chi da un lato chi dall'altro, ed a pagare lo scotto di decenni di immobilismo, di semplice gestione dell'esistente, di disgraziate scorribande affaristiche (saccheggi vari in nome della democrazia), ecc. ecc.

da giomimmo inviato il 8/9/2012 alle 19:25
Sempre più a destra, Stefano? Ok! Vorrà dire che quando mi capiterà sul monitor "Europa", leggerò con maggiore attenzione. Mai dire la verità? Nel senso di esprimere con chiarezza le proprie convinzioni politiche? Perché io dichiaro semplicemente "mi sento vicino a una sinistra non ideologica", e nei tuoi editoriali o su quelli che si possono leggere su Stampa, Corriere, Libero, Giornale, etc. non si scrive mai "siamo portatori di un'ispirazione di destra"? Non consideri legittimo militare nel Pd essendo di destra? Nemmeno io. Ora sulla bandiera di Europa metti (finalmente in modo quasi esplicito) il faccione di Renzi, già ritenuto (con qualche ragione) berlusconista, dichiaratosi liberista (visto che -come egli stesso afferma- "il liberismo è di sinistra"), ora tu lo arruoli nel grillismo, nel senso che può esserne l'erede o, almeno, il polarizzatore di voti grillini. Sappiamo che, sempre il buon Matteo, ha entrature non da poco in Comunione e Liberazione, nell'Opus Dei e nelle altre varie destre che si agitano in Italia. A me sembrerebbe normale (e vero) che qualcuno (per te sarebbe doveroso farlo) avesse il coraggio di scrivere che il signor Matteo Renzi, notoriamente uomo di destra, si candida alle "primarie" del Pd per fare il Presidente del Consiglio, espresso da questo Partito, proponendosi alleanze con la destra parlamentare: dall'Udc al Pdl, alla Lega (se sarà presente) che mostra molto interesse per il nostro eroe, e via di seguito. Sarebbe tutto molto più chiaro e onesto. Nel Pd ci sono molti che gradiscono e lo voterebbero alle primarie e (eventualmente) anche alle elezioni, tutte le altre destre, esterne al Pd lo voterebbero alle primarie ma, naturalmente, non alle elezioni. Non sarebbe più onesto dare questa onesta rappresentazione di Renzi candidato alle primarie del Pd, piuttosto che presentarlo (come egli ingannevolmente si presenta) nella veste del capitano coraggioso che lotta per lo svecchiamento della politica, contro i professionisti della politica (non lo è anche lui: Presidente della Provincia e poi -come per diritto ereditario- sindaco di Firenze?)Suvvia!

da lorenzozampiccoli inviato il 8/9/2012 alle 22:4
vogliamo che il prossimo governo sia politico? SI! Bene, allora impegnamoci affinchè l'Italia non chiedi nessun aiuto a BCE/UE perchè le condizioni imposte saranno molto dure, basta osservare quanto siano arrabbiati i giornali tedeschi sulle decisioni di Draghi. L'Italia non sembra aver bisogno dello scudo, ma se i segnali politici della campagna elettorale metteranno a rischio l'operato del governo Monti allora lui reagirà di conseguenza, chiederà aiuto all'unione europea e lega mani e piedi la politica economica del prossimo governo all'Europa. pSpero di sbagliarmi perchè è sicuramente nell'interesse di tutti, ma prorio tutti, non accettare diktat di bilancio pubblico dall'esterno. Credo che Renzi l'abbia capito questo e quindi cerca il sostegno di Monti, il quale ha tutto il merito per aver fatto contare il peso dell'Italia in Europa; dopo si può discutere o meno della politica interna/economica di Monti ma se qualcuno crede nell' Europa allora deve appoggiare Monti. Se questa sarà la scelta di Renzi deve essere chiara, spiegata e gli italiani la capiranno: il Pd deve trovare l'appoggio POLITICO di Monti.

da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 23:20
Uno che frequenta Internet non dovrebbe limitarsi ad un’analisi superficiale, basata (e indotta da) sull'immagine che dava di sé, sulla maggioranza risicatissima al Senato (che invece dovrebbe essere considerata semmai un’attenuante), sul comportamento delle prime donne di estrema sinistra (Diliberto e Ferrero) che un giorno sì e l’altro pure sparlavano del governo di cui facevano parte.
Il breve 2° governo Prodi, tranne la spazzatura campana e l’immagine litigiosa, è stato uno dei migliori governi degli ultimi 30 anni. Naturalmente esprimo questo giudizio sulla base dei dati.

da 52maurizio inviato il 9/9/2012 alle 9:33
Condivido le consioderazioni di Cappellini. Io, ieri sera, ero alla festa del PD di Firenze ad ascoltare l'intervista a Renzi e posso assicurareche il carisma, il consenso e la grinta da leader c'è tutta, come pure sono stati convincenti (e applauditissimi) i primi spunti programmatici che lo stesso ha enunciato, rimandando a giovedì prossimo per il programma dettagliato. L'approccio corretto nei confronti dei suoi competitor, sia interni per le primarie che esterni, è una ulteriore garanzia per il passaggio ordinato alla "rottamazione" sancita (anche se si vuole strenuamente disattendere) dallo statuto del PD e, più in generale, nel ricambio generazionale dell'intera classe politica.
Se poi guardo, da fiorentino testimone, a quanto ha fatto lui per la città nei tre anni di suo governo, rispetto all'immobilismo che aveva caratterizzato i precedenti ultimi 20 anni, credo che le garanzie del canditato credibile ed idoneo a governare l'Italia ci siano tutte, malgrado ciò che dicono i vari D'Alema (sic!), Vendola (quello di Bertinotti!) e Casini (quello di Cuffaro!).
Personalmente incrocio fiducioso le dita!

da Maurizio inviato il 9/9/2012 alle 14:16
Il vero problema sono i dati che, more solito, @magnagrecia cita e indica e lo riquoto per questo.
Ad altri utenti dico che il congresso del Pd dovrebbe essere una cosa, le primarie di coalizione un`altra.
Almeno spero.



INSERISCI UN COMMENTO:

nome
email
link

commento




gwcached,9

gwcached,9

gwcached,9