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Europa.it quotidiano

Editoriale della Direzione
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6 settembre 2012

La distanza da Monti

Non è verosimile che vada in porto l’iniziativa di Pietro Ichino per una mozione parlamentare che impegni i tre partiti dell’attuale maggioranza a “traghettare” l’agenda Monti nella prossima legislatura. L’intento, suggerito da Francesco Giavazzi, è lodevole: impedire ai partiti di sbracare in campagna elettorale con promesse che o sono impossibili da mantenere, oppure implicano nuovi incontrollati ricorsi alla spesa pubblica.
Chiunque dotato di buon senso sa che la sovranità nazionale non può più spingersi – per nessuno e in particolare per l’Italia – fino a capovolgere le linee europee di rigore finanziario. Non foss’altro perché tutto lo sforzo di Mario Draghi nel suo braccio di ferro con la Bundesbank – per la salvezza nostra – si basa sulla premessa che i paesi i cui titoli pubblici potrebbero essere acquistati dalla Bce hanno irreversibilmente rinunciato alle politiche assistenziali.
Il confronto politico nazionale rivendica però le sue regole, e va rispettato. Non sarebbe sensato stilare fra avversari una sorta di preambolo alla campagna elettorale, per dichiarare piena convergenza sulle principali scelte politiche del dopo. Rischierebbe perfino di essere controproducente.
Va invece data fiducia, parlando di Pd, all’impegno esplicito assunto da Bersani e da altri (D’Alema a Reggio Emilia) a non scassare le riforme del governo Monti su pensioni e lavoro. Possono essere migliorate (lo stesso Monti intende farlo, per esempio sugli esodati), ma non stravolte nel senso richiesto da coloro i quali vi si sono tenacemente opposti: la Cgil, la Lega nord, Vendola e Di Pietro.
Questo è il vero problema politico di un partito che starà anche prendendo, nella persona del suo segretario, qualche distanza da Monti. Ma che non può prendere distanza da se stesso senza smarrire ogni credibilità. Arriverà il giorno in cui a Bersani verrà chiesto se per dodici mesi in Italia s’è fatta macelleria sociale, come dice Vendola (e quel giorno Vendola sarà nelle liste Pd), o se si è salvato il paese, come tra gli altri pensa il capo dello stato. La risposta varrà più d’una mozione parlamentare.

commenti (11)

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 1:43
Suggerirei al direttore di “Europa” di scendere sul terreno della logica e della concretezza (purtroppo il sistema educativo italiano - famiglia, scuola e società – non è in grado di fornire questi strumenti, che vuol dire formare cittadini pensanti, [1] rendendoli capaci di sceverare il grano dal loglio, il fumo dall’arrosto). In concreto, significa preliminarmente individuare: nel caso dei sacrifici chiesti agli Italiani, per far fronte alla terribile crisi economica (esacerbata nei suoi effetti negativi dalle titubanze e dagli egoismi della UE, in primis la Germania [2]): [ a) chi ha deciso e fatto; b) che cosa; c) quanto; d) imputandoli a chi.
La risposta è: a) i governi Berlusconi e Monti; b) aumento delle tasse e riduzione della spesa pubblica; c) rispettivamente (i 2 governi, intendo), 263 mld e 67 mld complessivamente [3]; d) il governo Berlusconi, in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni); il governo Monti, più equamente su (quasi) tutti.
Il ‘quasi’ del governo Monti sta per il rifiuto (esplicitato recentemente dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, già direttore generale del medesimo ministero quando era retto da Tremonti, autore delle manovre pesanti e molto inique del governo Berlusconi, in 2 interviste al Corriere e a Repubblica), [4] di chiedere le indispensabili risorse per finanziare la crescita economica e per ridurre celermente l’enorme debito pubblico agli unici che, dopo le predette manovre finanziarie correttive per ben 330 mld addossate in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri, oggi le hanno, cioè il 10% che possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, attraverso un'imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso. Lo potrà e dovrà fare soltanto un governo di centrosinistra.
Infine, per quanto riguarda gli “esodati”, illogicamente lasciati senza stipendio, senza pensione e senza ammortizzatori sociali (ma, almeno dal 2004, è sempre successo così a migliaia di pensionandi!) è bensì vero che il premier Monti si è impegnato a risolvere del tutto il problema, ma non ha, appunto, le risorse a copertura; mentre la riforma dell’art. 18, voluta fortemente dalla UE, è una soluzione di compromesso; un’eventuale sua modifica dovrà essere inserita in una generale, fondamentale ristrutturazione (e potenziamento) del sistema di ammortizzatori sociali (potenziamento chiesto anche da Draghi nella famosa lettera della BCE, forse l’unica misura finora non attuata, e l'Italia è l'unico Paese UE27, assieme alla Grecia e all'Ungheria, a non avere un sistema di ammortizzatori sociali universali) e di collocamento e ricollocamento (“outplacement”), come viene ad esempio previsto dal DdL Ghedini-Passoni-Treu [5] e persino dal DdL Ichino [6], forse più vantaggioso, sotto questi aspetti, della formulazione attuale della legge approvata.

[1] Il ruolo dell’educazione (in famiglia e a scuola) nella formazione di cittadini pensanti: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
[2] Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[4] Il governo Monti al capolinea
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html
[5] DdL Ghedini-Passoni-Treu (A.S. (Atto Senato) n. 1110)
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00315947.pdf
[6] DdL Ichino (AS n. 1873)
http://www.pietroichino.it/newsletters/_href/?IDn=678&IDe=48242&f=http://www.pietroichino.it/?p=4896

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 1:56
Ps:
"La Grecia batte l'Italia: lunedì l'accordo con la Svizzera per tassare i capitali"
1 settembre 2012
Mentre Roma è distratta da polemiche interne lunedì sarà finalizzato l'accordo fra il governo di Atene e le autorità elvetiche in base al quale i conti dei cittadini ellenici occultati nelle banche svizzere saranno tassati e le casse statali greche potranno recuperare fra i 4 e i 6 miliardi di euro. Lo riferisce l'autorevole quotidiano To Vima (La Tribuna). L'accordo - come ha scritto anche il settimanale tedesco Der Spiegel - ricalcherà quelli già firmati da Atene con i governi di Berlino e di Londra. E l'Italia? Ai parlamentari italiani forse non piace recuperare i soldi degli evasori all'estero in questo momento così difficile per il paese? Ma torniamo alla Grecia che ci sta battendo sul tempo. Per finalizzare l'accordo, il vice ministro delle Finanze greco George Mavraganis lunedì incontrerà la controparte elvetica. Sempre secondo Der Spiegel, nelle banche svizzere…
di Vittorio Da Rold - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Hywx4

da Maurizio inviato il 6/9/2012 alle 8:36
Riprendo il commento di @magnagrecia 1:56.
L`Italia potrebbe recuperare - con un`aliquota media del 25%, analoga a quella utilizzata in Austria e Grecia - circa 37,5 MILIARDI di euro, piu` 650 milioni di interessi annui.
Non sarebbe il caso di fare pressioni sul governo italiano perche` smetta di aspettare un accordo a livello continentale, che non arrivera` MAI, e seguire la strada di Germania, Gran Bretagna, Austria e Grecia?
Cioe` quella degli accordi bilaterali con la Svizzera?

da silvano cecchini inviato il 6/9/2012 alle 11:25
Ci mancherebbe che una mozione di una maggioranza di un Parlamento impegni il Parlamento e le maggioranze della legislatura successiva! Che concetto di democrazia é? Un nuovo Parlamento, un nuovo governo e una nuova maggioranza faranno quello che ritengono opportuno fare secondo le loro idee.
E gli italiani giudicheranno. Suggerirei anche meno idolatria per Monti (un liberale cattolico conservatore) che, stringi stringi, di sostanziale ha solo messo più tasse e allungato l'età pensionabile a livelli record in Europa. Per il resto molti annunci o azione debole contro gli interessi della destra.
Quanto a Ichino, è uno come tanti, è così importante quello che dice?

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 13:21
Un po’ di CONTROINFORMAZIONE, a beneficio anche di @silvano cecchini.
Nel silenzio assordante dei media (inclusa “Europa”), sono diversi mesi, ormai quasi un anno, che sto scrivendo qui, nel mio blog e altrove che il governo Berlusconi ha varato in un anno e mezzo, a partire dalla crisi della Grecia, manovre per ben 200 mld (la prima fu il DL 78/2010).
Poi, ho letto finalmente l’analisi meritoria del “Sole 24 ore” (ripresa pari pari poi da “Repubblica”, senza citare la fonte e commettendo perciò gli stessi errori per le pensioni, talché ho inviato all’autrice il ‘post’ allegato in fondo), dalla quale ho ricavato l’importo cumulato di 330 mld delle manovre correttive, ma che è carente per i dati sulle pensioni (cfr. il ‘post’ “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti” allegato più sopra).
Il grosso delle riforme pensionistiche è stato fatto prima del governo Monti, [1] con risparmi di centinaia di mld nell’arco di alcuni decenni. L’età di pensionamento per vecchiaia (tranne le donne del settore privato) era già il linea addirittura col “benchmark” UE. La riforma Fornero, aderendo, come per tutto il resto, alle richieste-diktat della lettera della BCE, ha adeguato il settore femminile privato a tutti gli altri, introdotto il metodo contributivo a valere dall’1.1.2012 per tutti, eliminato subito senza alcuna gradualità (v. “esodati”, ecc.) le pensioni di anzianità, effettivamente disallineate rispetto agli altri Paesi OCSE. Non ha però potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali, ancorché richiesto dalla BCE.
In conclusione, se si guarda alle nude cifre, e mi spiace dirlo, l’Italia è stata salvata non da Monti, ma da Berlusconi (anche se colpevolmente chiedendo sacrifici in maniera molto, molto iniqua), il quale è stato vittima – incredibile ma vero – soprattutto di una carenza di comunicazione [2] (inclusa l’espressione volgare rivolta alla potentissima Merkel, che ne ha deciso per questo la defenestrazione), oltre che, beninteso, di un deficit drammatico di immagine, il cui costo ingente è ricaduto purtroppo sulle spalle di noi Italiani (in maniera diseguale!).

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
[2] Fu fatto persino un grossolano errore, proprio riguardante le pensioni di vecchiaia, nella risposta del governo alla lettera dell’UE, poi corretta nelle precisazioni (perciò scrissi a Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697319.html ). Ma lo stesso errore fu fatto (presumibilmente per colpa dell’ANSA), praticamente da tutti i media italiani (inclusa “Europa”) e persino da alcuni parlamentari; in questo mio commento su “Repubblica” (22 novembre 2011 alle 16:58, nickname Vincesko), l’elenco dei destinatari della mia e-mail di precisazione:
Disinformazione sulle pensioni.
La disinformazione voluta o l’informazione erronea riguarda tutti gli organi d’informazione, sia di destra che di sinistra.
Negli ultimi 20 giorni, ho dovuto scrivere: all’ANSA, a “Repubblica” (Ezio Mauro, Francesco Bei, Marco Ruffolo, Roberto Petrini ed Elena Polidori), al “Corriere della Sera” (De Bortoli, Paolo Mieli, Francesca Basso, Giovanni Stringa ed Enrico Marro), a “Europa”, al TG3 (Bianca Berlinguer), al GR3 (direttore Antonio Preziosi), a “Ballarò” ed ai politici Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Mario Baldassarri (che mi ha risposto, chiarendo l’equivoco) e Italo Bocchino, nonché al vice presidente UE Olli Rehn, tutti a favore dell’ennesima riforma delle pensioni e/o diffusori di dati falsi sulle pensioni. […]
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/22/la-mina-della-patrimoniale/comment-page-1/
[3] “L’Europa riparte da qui”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 13:26
Rettifica: aggiungere in fondo, dopo la parola "diseguale!", [3].

da sergio inviato il 6/9/2012 alle 16:5
in relazione ad uno dei post precendenti : tutti vogliamo che siano recuperate le tasse e siano tanati gli evasori. Tuttavia l'accrodo sottoscritto da Germania ed Austria sui capitali esportati ve nel senso diametralmente opposto : 1) è una tassazione una tantum perchè in futuro saranno tassati solo gi inetressi e quindi è di fatto un condono 2) viene mantenuto l'anonimato assoluto e quindi è pure tombale 3)proprio perchè tombale non vi è alcuna garanzia che in futuro quei capitali siano ancora lì e non, come sta succedendo, in viaggio verso altri paradisi fiscali extra europei con la partecipazione attiva degli istituti di credito svizzeri ( in cambio di pingue commissioni però una tantum ) Ci sarà pure una ragione se la UE sta esaminando la possibilità di aprire delle procedure d'infrazione proprio su questi accordi. Vogliamo poi decidere che per fare cassa si deve comunque fare un accordo ? Benisssimo, ma poi non si strilli contro i condoni della destra e contro Tremonti per i suoi scudi fiscali che erano sì a buon mercato, ma chealmeno i capitali li facevano davvero rientrare

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 16:54
I poteri forti nazionali e internazionali – egoisti, avidi e spietati -, un’esigua o infima minoranza, hanno buon gioco, sia coi governi di sinistra, sia soprattutto coi governi di destra, perché aiutati da milioni di utili idioti, nel primo caso, con l’ammuina (= confusione), nel secondo caso, col voto.

“L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 17:28
Allego il commento opportuno di Massimo Giannini e ripropongo un mio commento-quesito al premier Monti di 3 mesi fa:

5 settembre 2012
Giannini: ''A chi giova la patto-mania''
E' una sindrome che attanaglia tutti i governi, quando l'agenda sembra svuotarsi. Ma sul tavolo dell'alleanza invocata oggi, quella per la produttività, manca qualcosa di molto concreto: i soldi. Il commento del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini
http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/giannini-a-chi-giova-la-patto-mania/104417/102797

da magnagrecia inviato il 12/6/2012 alle 13:54
domandeamonti@repubblica.it

Egr. Sig. Presidente,
Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o il “Corriere della Sera”, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1). Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali - rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew” che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri (la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni è stata tagliata dal governo Berlusconi-Tremonti del 90%), e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (la cui spesa è pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v. [1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF, approvata nel lontano marzo 2011 dal Parlamento europeo (v. [1], nota 13).

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

(firma)

PS: E’ un anno che uso definire la cancelliera Merkel una "bottegaia", leader di un Paese di "bottegai", per giunta arroganti, come li definiva Primo Levi (ne "La tregua").
E’ giusto che noi dobbiamo completare i compiti a casa, all’appello manca ancora, appunto, un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni o la lotta alla corruzione ed all’inefficienza della PA, che è una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese.
Tuttavia, i tornanti della storia, come quello attuale, sarebbe meglio affrontarli avendo alla guida degli statisti, non dei "bottegai". Purtroppo in Germania non c'è ora un Kohl, ma una Merkel. [2]

[2] “Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html

da rorato inviato il 6/9/2012 alle 19:9
Credo sia doveroso che il PD, con un documento ufficiale, dichiari che, in caso di vittoria alle prossime elezioni, farà propria l'agenda Monti, non la stravolgerà, ma, senza aumentare le tasse, avrà molta attenzione alle categorie sociali più deboli, ai lavoratori con uno stipendio sotto una certa cifra, ai pensionati con pensioni da fame, agli artigiani, ecc. Punterà sulle scuole - dagli asili nido all'Università - e sulla ricerca; sosterrà l'export con un'apposita aziende per accompagnare all'estero le imprese italiane, quasi sempre lasciate sole. Su questa linea - continuità con il progetto Monti, quindi lotta serrata all'evasione, forte diminuzione della burocrazia e dei suoi poteri, accorpamento dei piccoli comuni, elinuinazione di tutte le provincie per sostituirle con assemblee di sindaci, attuazione delle grandi infrastrutture già programmate, ecc.- non mancherà il consenso degli italiani, ma occorre assolutamente che il PD mostri un volto unitario, sia attento al ceto medio, ai giovani e ai senza lavoro, oltre che ad operai e pensionati; abbia programmi seri e credibili: i suoi esponenti facciano meno polemiche, valorizzi le identità regionali; e realizzi un rapporto più diretto con la gente.

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 19:35
@ rorato
Osservo che se aggiungi l'imposta patrimoniale, un alleggerimento del peso fiscale sui redditi bassi, risolvi gli effetti più negativi della riforma Fornero e salvi una parte delle province è esattamente il programma del PD. Poi come sempre sarà un problema di risorse, perché non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca o fare le nozze coi fichi secchi.



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