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8 giugno 2012

Crisi

La verifica dei poteri. Forti

Il mio governo non gode del favore del Corriere della Sera e della Confindustria
immagine documento Chi vuole andare alla conta è avvertito. Mario Monti non finirà sulla graticola. Soprattutto non intende farlo nel mese più drammatico e decisivo per l’Eurozona e per l’Italia. Con la visita di Hollande il 14, a seguire gli impegni del G20, il quadrangolare di Roma il 22 e il consiglio europeo del 28 e 29 giugno, solo sul piano internazionale. Senza contare l’approvazione della riforma del mercato del lavoro e della spending review, oltre al varo del decreto sviluppo.
Nell’intervenire in videoconferenza al congresso nazionale dell’Acri, il presidente del consiglio non esita ad indicare chi sta facendo lo sgambetto al suo esecutivo: «Il mio governo ed io abbiamo sicuramente perso negli ultimi tempi l’appoggio che gli osservatori ci attribuivano da parte dei cosiddetti poteri forti – ha spiegato Monti – in questo momento non incontriamo il favore di un grande quotidiano, considerato voce autorevole dei poteri forti, e non incontriamo il favore di Confindustria».
Fa nomi e cognomi il premier: dal Corriere della Sera, di cui in un tempo neppure troppo lontano è stato un importante editorialista, alla Confindustria di Giorgio Squinzi che, neanche insediato, ha subito fatto capire come il vento a viale dell’Astronomia fosse cambiato. Un tema su cui sempre da Palermo è intervenuto il vicesegretario del Pd Enrico Letta che ha suggerito ai poteri forti «di essere più generosi nei confronti di Monti perché vuol dire essere più generosi con l’Italia». E se Letta ha dichiarato che «è fondamentale sostenere il governo», una mano tesa al premier è arrivata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni: «Faccia un patto sociale con noi».
Il professore non ha digerito l’articolo a doppia firma di altri due prof (Alesina & Giavazzi) che non sono nuovi a lanciare strali nei confronti del governo, ma che mercoledì se la sono presa – pur senza mai citarlo – con il ministro Passera (sulle cui materie uno è peraltro consulente del governo). E che Passera sia una promessa mancata lo conferma il fatto che per la seconda volta consecutiva il decreto sviluppo entrato in consiglio dei ministri come “fuori sacco” non è stato neanche discusso. E il motivo è semplice: non vi sarebbero le necessarie coperture per le misure che dovrebbero rilanciare la crescita (a cominciare dal credito d’imposta per la ricerca). Un decreto che è già in ritardo, come ha avuto modo di sottolineare ieri per il Pd Francesco Boccia che, di fronte ad ulteriori slittamenti, chiede a Monti di prendere in mano la situazione per sbloccarla.
E che il Corriere abbia avuto la coda di paglia lo si è visto ieri in rete dove il sito a lungo, rispetto a Repubblicae allo stesso Sole24Ore, ha omesso le frasi sui poteri forti salvo rimediare alla “svista” a metà pomeriggio. Non tutti i poteri forti tuttavia hanno abbandonato il premier che ha apprezzato l’incoraggiamento arrivato dalle fondazioni bancarie guidate dal presidente Giuseppe Guzzetti che ha invitato a non toccare la legge Ciampi. Dal canto suo Monti ha ammesso che forse si poteva fare di più, ma ha voluto sottolineare come le riforme messe in cantiere siano incisive nonostante i momenti difficili non siano ancora alle spalle. Se la riforma delle pensioni è stata apprezzata e quella del lavoro è stata sottovalutata dalle stesse imprese beneficiarie, Monti ha sottolineato che «alcuni aspetti, fino ad alcuni mesi fa considerati tabù, sono stati toccati e scardinati in una prospettiva di maggiore protezione sociale». Nel dirsi grato alla Germania per aver tracciato la strada del rigore dei conti che «non è in discussione», il premier ha sottolineato la necessità di «rendere attuabile il fiscal compact».

commenti (6)

da Guido inviato il 8/6/2012 alle 3:40
Caro prof. Monti, forse qualche potere forte ci ha ripensato, ma di certo hai disatteso le aspettative dei poveri italiani che hai depredato per mantenere intatti i privilegi economici dei politici.
Se vuoi l'appoggio dei cittadini, elimina le auto blu e chi le usa fregandosene delle pensioni da fame, dei cassaintegrati, dei disoccupati e di chi non arriva al 15 del mese.......

da Igor Brunello inviato il 8/6/2012 alle 4:12
In una situazione di crisi disastrosa come quella in cui versa il nostro amato paese in questo momento, con al potere un esecutivo non eletto dal Popolo, in una fase si stallo del potere politico, ed all'emergere, come lei stesso ha ammesso, di "pecche" evidenti nelle decisioni recenti di governo, vorrei vedere che mancassero le critiche da parte di alcune testate giornalistiche, che hanno il sacrosanto diritto di dire la loro.
Forse qualcuno si è accorto che manca la famosa equità!

da gerardo inviato il 8/6/2012 alle 4:47
nonostante tutto questo governo sta ridando credibilita' alla Nostra Italia.Con il passato governo eravamo derisi da tutti nel mondo.

da nome inviato il 8/6/2012 alle 4:52
il premier dovrebbe spiegare perchè il rigore spetta sono ai normali cittadini, mentre la casta ancora si può permettere superstipendi e bodyguard adetti al trasporto del carrello della spesa... ah scusate questa è demagogia...che tristezza

da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 11:20
Scusate, ma qui si tratta di fare 2+2. Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o Il Corriere della Sera, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali - rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew” che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri, e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v. [1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF (v. [1], nota 13).

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 11:25
Chiedo scusa, aggiungo il link:

[1] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html



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