gwcached,10
gwcached,10

Europa.it quotidiano

Editoriale della Direzione
Sei in Editoriali
9 settembre 2010

Gli idioti
di Torino

Pensavano di fargli cambiare idea? Si aspettavano di convincere qualcuno delle proprie ragioni? La gravità delle contestazioni di ieri a Raffaele Bonanni alla Festa del Pd a Torino non deriva solo dall’inedita violenza dei mezzi utilizzati, ma anche dall’idiozia delle motivazioni. Dare del “venduto” a Bonanni significa non capire nulla della sfida lanciata dal leader della Cisl. Accusarlo di essere finito “sul libro paga di Marchionne” significa non vedere cosa sta succedendo nel mondo del lavoro e della rappresentanza, non capire come la globalizzazione sta cambiando le regole del gioco, sottovalutare le buone ragioni del sindacato di via Po e il risultato del referendum di Pomigliano. È la violenza dei fumogeni la risposta ai tempi che cambiano? Si pensa di bloccare la nuova stagione delle relazioni industriali chiudendo la bocca a Bonanni?
Naturalmente si può non essere sempre d’accordo con il leader della Cisl (anche Europa si è permessa in passato di criticare un passaggio della trattativa su Mirafiori) ma di fronte alla gravità di quello che è successo ieri non sono ammessi distinguo. Il Pd ha fatto bene a condannare nettamente i teppisti di Torino.
Ma farebbe bene a preoccuparsi e non solo per i buchi del servizio d’ordine. Presto probabilmente si andrà a votare: chi non condanna esplicitamente quello che è successo ieri va lasciato fuori dalla porta.

commenti (1)

da magnagrecia inviato il 9/9/2010 alle 15:51
Editoriale di “Europa” del 29 luglio scorso, a firma di Giovanni Cocconi:
29 luglio 2010
Bonanni fa ancora il sindacalista?
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/120224/bonanni_fa_ancora_il_sindacalista

Mi pare proprio su “Europa” che qualcuno abbia scritto tempo fa che Bonanni persegue questo tipo di tattica: flessibile, molto flessibile nelle vertenze riguardanti settori esposti alla concorrenza internazionale; dura e rivendicativa invece in quelle relative a settori protetti da tale concorrenza, come con lo Stato.
Allora, vien legittimamente da chiedersi perché Bonanni ed Angeletti abbiano non solo NON proclamato, come la CGIL e tutti gli altri sindacati europei, alcuno sciopero, ma addirittura CONCORDATO (come ha confermato da ultimo Tremonti nell'intervista della settimana scorsa a “la Repubblica”) con i ministri-sedicenti-socialisti Tremonti e Sacconi (che si sono avvalsi, per la materia della previdenza, della “consulenza” di Antonio Mastrapasqua, presidente dell'INPS, un signore che cumula per cariche varie ben 54 – cinquantaquattro – emolumenti!) la manovra correttiva più crudele ed iniqua della nostra storia repubblicana, una manovra che addossa su categorie deboli o debolissime (invalidi come i down, misura poi rientrata, pensionandi inattivi, precari, insegnanti, altri dipendenti pubblici) tutto il peso del risanamento dei conti pubblici (non dell'INPS, che ha un avanzo record di 7,9 miliardi!), e risparmia invece, tranne i farmacisti, tutto il settore privato; e miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti o abbienti come Sacconi, che l'hanno progettata e pervicacemente attuata, non pagheranno - letteralmente - neanche un centesimo.

Faccio presente che, in Francia, i sindacati francesi hanno scioperato – tutti assieme - contro il progetto di riforma delle pensioni, ritenuta iniqua, che prevede l'aumento di 2 anni, nell'arco di ben 8 anni, dell'età pensionabile, da 60 a 62, e preannunciano una lotta ancora più dura.

In Italia, ha scioperato solo la CGIL, contro una riforma delle pensioni, inserita con qualche semplice comma nella manovra correttiva, che ha allungato l'età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni, anche per i pensionandi inattivi, più l'adeguamento triennale all'aspettativa di vita.

Ho già scritto qui su “Europa” che Luigi Angeletti aveva dichiarato che la riforma delle pensioni – l'ennesima in pochi anni! – avrebbe comportato un rinvio del pensionamento di soli 2-3 mesi ed espresse perciò un giudizio positivo sul testo del DL uscito dal Consiglio dei Ministri, che poi ha incredibilmente confermato dopo che tale rinvio si è addirittura triplicato.
Mi chiedo anche come possa un sindacalista degno di questo nome accettare che il rinvio non si applichi ai lavoratori in mobilità, ma solo fino al limite di 10.000 persone (!!), che presumo debba essere perfino incostituzionale, o che, con l'alibi della decisione della Corte di Giustizia UE (che prescriveva solo l'equiparazione uomini-donne) si sia aumentata l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche in pratica anche di oltre 6 anni.

Non vorrei fare della psicologia spicciola, ma quando una persona – vedi Bonanni o Angeletti o il “talebano” Sacconi o l'incompetente Tremonti – manifesta un sovrappiù di severità, di cattiveria, di crudeltà verso gli altri, l'eziologia, la causa è sempre riconducibile ai sensi di colpa e alle code di paglia per qualche magagna interiore, abbinata a debolezza caratteriale intrinseca.

La crisi per certi versi drammatica che investe aliquote consistenti e crescenti della società italiana, con un aumento dello scarto tra i ricchi ed i poveri, richiederebbe scelte improntate alla massima equità e giustizia sociale e politici e sindacalisti di ben altra dirittura e tempra morale, che i Bonanni, gli Angeletti, i Sacconi ed i Tremonti.



INSERISCI UN COMMENTO:

nome
email
link

commento




gwcached,10

gwcached,10

gwcached,10